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CANTONE
06.06.2018 - 12:570

Gli impiegati di commercio sostengono "la Scuola che verrà"

SIC Ticino è favorevole al credito quadro di 6.7 milioni necessario per la sperimentazione del progetto

BELLINZONA - «Invitiamo tutti a sostenere il progetto di prova della "Scuola che verrà", votando un sì convinto il prossimo 23 settembre». Gli impiegati di commercio si schierano a favore del credito quadro di 6,7 milioni necessari per la sperimentazione del progetto. «L'assemblea di SIC Ticino aveva già adottato una risoluzione a sostegno durante l’assemblea annuale 2015».

La "Scuola che verrà" - scrive la società degli impiegati di commercio ticinesi in una nota stampa - è «la chiave per rinnovare la scuola e fornirle le risorse per i nuovi compiti che è chiamata ad assolvere in una società in continua e rapida evoluzione. Grazie a questo progetto la scuola dell’obbligo consentirà ai docenti di poter essere più vicini a ogni allievo, dando maggior valore alle capacità di ognuno».

Questo perché, secondo la SIC Ticino, tutti gli istituti «applicheranno lo stesso modello organizzativo di base, ma nelle scuole medie verranno implementate due varianti relative alla composizione dei gruppi per i laboratori (ore con solo metà classe) al terzo e quarto anno per quattro materie». Questo progetto di prova per 3 anni in 7 sedi ticinesi, finanziato da un credito di 6,7 milioni di franchi, verrà valutato da esperti di università svizzere sulla base dei risultati degli allievi e sulla base delle esperienze dirette dei docenti. I risultati concreti degli allievi saranno decisivi per la definizione finale del progetto e per la sua applicazione in tutte le sedi della scuola dell’obbligo.

Gli istituti per la formazione professionale e i datori di lavori beneficeranno di una scuola in grado di dare più valore alle competenze degli allievi, superando il sistema dei livelli A e B. «Questo progetto permetterà di valorizzare meglio le capacità personali di ogni allievo. La separazione in classi in due livelli penalizza infatti gli allievi che pur avendo competenze da sviluppare restano bloccati da un programma non adatto alle loro capacità». Un programma che secondo SIC Ticino non può che portare vantaggi: «Qualora infatti i risultati fossero soddisfacenti, la scuola potrà meglio rispondere alle sfide poste dalla società in cui viviamo. In caso i risultati dovessero essere valutati negativamente, potremo comunque fare esperienze utili e preziose in ottica di un necessario rinnovamento della nostra scuola».

 

 

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