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CANTONE / BERNA
06.12.2017 - 21:040

«Un parlamento fermo al 1992»

La critica di Massimiliano Ay a quanto avvenuto questa mattina nella sala del Consiglio nazionale

BELLINZONA - «Il siparietto messo in atto dall’UDC in Consiglio nazionale è una pagliacciata irrispettosa delle istituzioni, ma qualificare - come ha fatto un deputato del PSS - di “fascista” chi canta l’inno nazionale è altrettanto inopportuno». Con queste parole Massimiliano Ay, segretario politico del Partito comunista ticinese, ha criticato quanto avvenuto questa mattina nella sala del Consiglio nazionale in occasione del 25esimo anniversario del “no” allo Spazio economico europeo.

«I nostri consiglieri nazionali, al posto di guardare indietro al 1992 e arroccarsi su una votazione di 25 anni fa, dovrebbero finalmente ripensare da zero le relazioni internazionali della Svizzera, accettando finalmente che il sistema atlantico è in crisi e che il futuro si trova nell’area economica euroasiatica e nel progetto di Nuova Via della Seta», ha inoltre precisato Ay, sottolineando come «né la sinistra europeista né la destra nazionalista» abbiano compreso l’attuale scenario.

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Ultimo aggiornamento: 2018-04-24 14:26:08 | 91.208.130.87