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25.10.2017 - 08:560

Greenpeace Ticino chiede misure più incisive contro l’inquinamento atmosferico

BELLINZONA - In seguito all’inquinamento di questi giorni, Greenpeace Ticino chiede maggiore coinvolgimento e informazione della popolazione, interventi di tamponamento più tempestivi e un’accelerazione delle misure strutturali da parte di Cantone e Comuni. «La risposta delle autorità non può limitarsi a chiamare in causa la situazione geografica del territorio e le condizioni meteorologiche, come purtroppo ancora accade» denuncia Greenpeace, che prosegue: l’assenza di misure strutturali efficaci volte a ridurre massicciamente le fonti di emissione, in particolare legate al traffico, fa sì che in quasi tutte le occasioni l’unico fattore risolutore della situazione di smog sia l’arrivo del vento da nord oppure della pioggia».

Greenpeace Ticino vede quindi favorevolmente tutte le timide misure avviate dal Cantone e da alcuni Comuni per tentare di contenere le fonti inquinanti, così come l’introduzione nel 2016 del Decreto esecutivo concernente i provvedimenti d’urgenza in caso di inquinamento atmosferico acuto. «Tuttavia il Decreto attribuisce un margine di manovra limitato al Cantone, e non permette quindi di intervenire con sufficiente incisività sui picchi più elevati, né di informare capillarmente la popolazione sui comportamenti corretti da assumere». Greenpeace Ticino chiede quindi modifiche legislative che assicurino interventi più efficaci (targhe alterne, incentivi all’uso del trasporto pubblico, aumento delle tasse di parcheggio).

Greenpeace Ticino ritiene inoltre che sia giunta l’ora di accelerare l’adozione da parte di Cantone e Comuni di misure strutturali in grado di ridurre in modo durevole la concentrazione degli agenti inquinanti. «È urgente colmare i ritardi che caratterizzano il nostro territorio nell’ambito della mobilità e del consumo energetico». Tali misure, sempre secondo Greenpeace, devono prevedere un significativo aumento della frequenza e della capacità del trasporto pubblico e una priorità chiara per la mobilità dolce e collettiva nelle zone urbane. Per diminuire la mobilità motorizzata individuale «è necessaria la riduzione dei parcheggi, in particolare quelli gratuiti (ad eccezione di quelli riservati per auto elettriche e disabili) e una moratoria sull’ampliamento delle capacità stradali (ad esempio l’allargamento a tre corsie dell’autostrada a sud di Lugano). Inoltre è fondamentale rendere obbligatori i piani di mobilità aziendale e promuovere i veicoli elettrici. Anche il risanamento termico degli edifici e la sostituzione delle energie fossili con energie rinnovabili vanno accelerati, con norme più severe sia per le costruzioni nuove che per quelle da risanare».

Greenpeace Ticino ritiene inoltre fondamentale che lo Stato si impegni maggiormente nella comunicazione con la popolazione e nel suo coinvolgimento: «È necessaria un’informazione capillare e frequente sulla problematica dell’inquinamento atmosferico e sui comportamenti virtuosi dei singoli cittadini che contribuiscono a migliorare lo stato dell’aria.

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