CANTONE
25.03.2015 - 06:480
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

PS contro la legge sull'apertura negozi

BELLINZONA - "Mezz’ora di lavoro in più: che sarà mai? Invece dietro quella mezz’ora c’è un pericoloso progetto neoliberista di società e di lavoro. Un progetto che possiamo solo combattere. Lo scopo è chiaro: deregolamentare per poter fare i propri comodi. Oggi è una mezz’ora di lavoro in più, dopodomani sarà l’apertura 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Perché a questo mira, sul lungo termine, la nuova legge sugli orari dei negozi. Legge che è passata in Parlamento con la foglia di fico del contratto collettivo obbligatorio".

Il Partito socialista si schiera contro la nuova legge sui negozi e annuncia che appoggerà il referendum che Unia intende lanciare.

"Da un lato, come lavoratori, sono flessibilizzati, precarizzati, sfruttati, sottopagati, ricattati, perfino licenziati per essere sostituiti con la manodopera frontaliera. Lo dimostrano i risultati dell’inchiesta dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro e la petizione con 3’000 firme per chiedere il ritiro della proposta di legge: tutti segnali di un malessere diffuso già nelle condizioni attuali, che vedono uomini e donne costretti a fare i salti mortali per conciliare il lavoro con la vita privata e la famiglia, spesso per uno stipendio indecente. Un malessere destinato solo a peggiorare con la nuova legge. Fatta eccezione per una parte della grande distribuzione, dove vigono alcuni contratti collettivi (del resto ben lungi dall’essere perfetti), il lavoro nel commercio è una giungla, dove l’abuso è frequente e il dumping è un’abitudine.

Dall’altro lato però, come consumatori, sono anche spinti a consumare, consumare, consumare voracemente fino a indebitarsi, attirati da bonus, sconti, premi proposti da ipermercati sempre più grandi, sempre più aggressivi, sempre più invasivi anche per il territorio. Ma con quali soldi possono consumare, se il lavoro non c’è o, se c’è, è precario? Non solo: qual è il destino dei piccoli commerci, specie nelle regioni più periferiche, dove sono più preziosi?

Con la nuova legge, il sabato diventerà un giorno di lavoro come tutti gli altri, i negozi potranno restare aperti fino alle 19 (ma perché? ma per chi?), l’apertura festiva sarà generalizzata, gli shop senza vincoli di apertura diventeranno ancora più numerosi con la scusa delle vie di traffico (ma quali? ma dove?). Per comprendere le conseguenze di questo delirio non è necessario guardare lontano: basta gettare lo sguardo al di là della frontiera. In Italia il risultato è stato solo la crescita della disoccupazione. E i disoccupati, è ovvio, non spendono, né alle 19 né la domenica. Ma allora a che pro tutto questo?"

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