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25.02.2015 - 14:250
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Impiegati di commercio negli studi legali: minimo 19.35 franchi all’ora

Il Consiglio di Stato ha adottato il contratto normale di lavoro che prevede un salario di 3'250 franchi mensili

BELLINZONA - Nel Ticino confrontato con il problema del dumping salariale è lo Stato che interviene, ancora una volta per stabilire un reddito minimo retributivo. Questa volta il contratto normale di lavoro (CNL) deciso dal Consiglio di Stato riguarda gli impiegati di commercio negli studi legali, che prevede un salario miinimo vincolante di 19,65 franchi all'ora.

Quest'ultimo corrisponde al salario attualmente previsto dal contratto collettivo di lavoro per gli impiegati di commercio nell’economia ticinese di 3.300 franchi mensili, che è stato già precedentemente introdotto anche nel settore della consulenza aziendale e nelle fiduciarie attraverso due altri CNL.

La decisione giunge a seguito dei risultati di un'inchiesta sul mercato del lavoro in cui sono emersi "gravi e ripetuti abusi salariali in questo settore".  Al Consiglio di Stato era stata proposta dalla commissione tripartita in materia di libera circolazione delle persone il 12 dicembre l'adozione del contratto normale. Nell'inchiesta, svolta dall'Ufficio dell'ispettorato del lavoro su incarico della Commissione tripartita, sono stati presi in considerazione la totalità dei 426 studi legali presenti in Ticno e ha visto il coinvolgimento complessivo di 549 impiegati di commercio. Sono stati 49, ossia l'8% del totale, a risultare con uno stipendio inferiore al sslario di riferimento. Inoltre, in contratti stipulati o modificati negli ultimi due anni hanno evidenziato che 36 lavoratori su un totale di 306 - circa il 12% - percepiscono una retribuzione inferiore al salario di riferimento.

"Per costante prassi - riferisce il Consiglio di Stato nella nota diramata mercoledì -  ritenuto che i datori di lavoro sono oltre trenta e che il divario tra il salario di riferimento e quello percepito è significativo, la Commissione tripartita ha rinunciato ad avviare una procedura conciliativa, optando per la proposta di contratto normale di lavoro oggi adottata. Quest’ultima va ad aggiungersi ai 13 CNL già in vigore in Ticino in altri settori".

 

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