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Werner Nussbaumer con il "gilet verde" della campagna elettorale
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GRAVESANO
10.04.2019 - 08:000
Aggiornamento : 10:14

«Io non mi farò mai chiudere la bocca da nessuno»

Ancora una delusione per Werner Nussbaumer, discusso medico controcorrente, che con la sua Lega Verde non riesce ad accedere al Parlamento. Ma il 71enne non ha intenzione di mollare. Anzi

GRAVESANO – Si era rimesso in gioco per l’ennesima volta. Con il suo ennesimo partito. Stavolta, la Lega Verde. Elezioni cantonali amare per Werner Nussbaumer, discusso medico di Gravesano, che sperava almeno in un seggio in Gran Consiglio. Nonostante una discreta votazione personale, non è riuscito a centrare l’obiettivo. «Ho ricevuto tanti voti come persona – dice –. Ma la gente si è dimenticata che bisognava mettere la crocetta anche sul partito per portarci in Parlamento».  

Non è il primo flop della sua carriera politica. Si è pentito di essersi lanciato in questa nuova sfida “fallimentare”?

Assolutamente no. Vedo che continua a esserci un mucchio di gente che mi segue e che mi sostiene. Probabilmente se fossi stato candidato per un grosso partito, oggi sarei in Gran Consiglio.

Appunto. E allora chi glielo fa fare di imbarcarsi in queste avventure al limite dell’autolesionismo?

Io sono un “cane sciolto”. Voglio essere libero di dire quello che penso. E se facessi parte di un partito tradizionale, mi imbavaglierebbero. Ecco perché preferisco costruire qualcosa di mio, anche se piccolo.

Lei ha cambiato tanti partiti. Forse troppi…

Per me il partito è come una camicia. Ogni tanto va cambiato. Sono gli ideali che contano. E quelli sono stati sempre gli stessi.

Parte dell’elettorato forse non crede in lei a causa degli scandali che l’hanno coinvolta in passato. Non pensa?

Sono stato penalizzato da queste vicende, è lampante. Sono finito ingiustamente in galera per la canapa terapeutica. E sono stato accusato di trattare male i miei animali. Questo caos mediatico inutile mi ha danneggiato. Io sono a posto con la mia coscienza. Ma ad alcuni i dubbi sono rimasti.

Lei è medico. Al Dipartimento della sanità non c’è più Paolo Beltraminelli. Che ne pensa?

Sono contento. Non ha portato niente alla sanità. Il problema è che non puoi mettere un ingegnere a capo di un Dipartimento così delicato. Uno deve sapere di cosa sta parlando. Ora che ha capito quali sono i temi da trattare, è già finita la legislatura. Questo vale in generale.

Come giudica il nuovo Parlamento?

Sono contento che penda a sinistra. E che ci sia un po’ di opposizione. Così si potranno portare avanti i temi ambientali che mi stanno a cuore. Ho quasi 71 anni. Sono preoccupato per il mondo che lasceremo ai nostri nipoti.    

Lei, a dicembre, durante la presentazione della Lega Verde, dichiarò che in Ticino ci sono troppi impiegati statali e parastatali.

Lo confermo. Non mi rimangio nulla. Rispetto ad altri Cantoni abbiamo troppi impiegati statali. È la verità. Questa situazione è destinata a peggiorare. E non è l’unico problema. 

Ci dica…

Vi pare normale che i magistrati debbano essere eletti dai partiti? Significa che un libero pensatore, pur avendo grandi capacità, è tagliato fuori di principio. È questa la giustizia che vogliamo?

A volte lei sembra una specie di Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento…

Sono sincero. Mi sento a disagio in questo mondo. L’uomo sta facendo disastri incredibili e non se ne rende conto.

Quella della Lega Verde è stata una campagna comunque poco appariscente. Come potevate pretendere di più?

È anche una questione di budget. Avevamo mezzi limitati. Penso che i miei compagni d’avventura si siano comunque comportati bene.

Dopo questa ulteriore delusione, lascerà da parte la politica?

No. Continuerò a portare avanti le mie idee. E a dare fastidio ai poteri forti. Io non mi farò mai chiudere la bocca da nessuno.  

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