MENDRISIO
27.09.2013 - 18:150
Aggiornamento : 22.11.2014 - 17:51

Diverse case anziani disdicono il contratto collettivo, dipendenti meno tutelati

Il VPOD ha annunciato battaglia

BELLINZONA - Nell'epoca della deregulation e dello smantellamento dei diritti dei lavoratori arriva la notizia della disdetta del Roca, ossia il contratto collettivo di lavoro per il personale delle case anziani per il 31 dicembre 2013 decisa unilateralmente dalle case anziani di Mendrisio, Novazzano, Stabio e Malcantone.

La reazione del Sindacato VPOD di Lugano non si è fatta attendere: "Evidentemente - si legge nella nota inviata - la disdetta vuole mettere sotto pressione i sindacati e il personale per imporre dei peggioramenti". Secondo il sindacato "l'alternativa c'era ed era il prolungamento del termine di disdetta per consentire la trattativa tra le parti fino al 30 novembre 2013, come fatto da altre 20 case anziani ticinesi e come si fa di regola in altri ambiti".

Il sindacato annuncia la mobilitazione del personale negli ospizi che hanno deciso di disdire il contratto.

"Il Sindacato VPOD - si legge ancora - ha convocato già due assemblee del personale, il 18 settembre e il 30 settembre, per battersi contro i peggioramenti e formulare le proprie richieste in vista della trattativa che avverrà il 17 ottobre".

Due i punti critici: il dipendente potrà così essere licenziato senza giusta causa, ossia senza motivi validi e comprovati. Inoltre ai dipendenti non verrebbe riconosciuto un miglioramento dell'indennità notturna. E' stata rifiutata, invatti, la richiesta di portare da 5,90 a 7 franchi orari tale indennità, così è stato detto no all'aumento di un franco dell'indennità festiva (da 5 a 6 franchi).

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