Perdono il posto in 13 alla stazione merci S. Paolo. Il SEV: "Sono importanti"

Il sindacato chiede la reintroduzione di controlli mirati e sistematici e a FFS Cargo chiede valide alternative di lavoro all'interno dell'azienda
BELLINZONA - Alla stazione merci di Bellinzona S. Paolo 13 addetti alla sicurezza ferroviaria perderanno il lavoro. Il motivo? "Colpa" del traffico merci liberalizzato che prevede controlli meno severi nell'ottica di quello che viene definito "trasporto su fiducia".
"Le 13 persone non verranno licenziate, ma dovrebbero essere ricollocate", ci spiega al telefono Angelo Stroppini, segretario sindacale SEV. "Le loro mansioni, insomma, decadranno alla fine di quest'anno. Tuttavia il contratto di lavoro delle FFS impedisce all'azienda, per il momento, di licenziare. Chi perde il posto di lavoro entra in una sorta di programma di collocamento. Il problema è che questo è molto difficile vista la situazione del mercato del lavoro odierna. Per non parlare del fatto che, lo dimostrano le irregolarità riscontrate dai verificatori, il loro impiego è troppo importante. Non allentiamo i controlli".
Richieste del SEV - Il SEV ritiene che l’esperienza in ambito sicurezza di questi collaboratori non possa andare persa. Il loro impiego in ambito sicurezza si giustificherebbe pienamente. Per il sindacato, infatti, occorrono più controlli per i treni che percorrono il nostro Paese: "L’intervento con i partner europei per controlli più costanti e regolari - spiegano in una nota stampa - è importante, ma non abbastanza. Per garantire la sicurezza bisogna quindi reintrodurre controlli mirati e sistematici alle stazioni di frontiera”.
Riunito ieri sera in assemblea, il personale ha votato all’unanimità la risoluzione che chiede al Dipartimento competente della consigliera federale Doris Leuthard la reintroduzione di controlli mirati e sistematici alle stazioni di frontiera e la creazione di posti di lavoro “sul campo” per compiti relativi alla sicurezza. Ad FFS Cargo, invece, vengono chieste valide alternative di lavoro all’interno dell’azienda.
Le direttive europee - Nel traffico merci liberalizzato, le direttive europee prevedono che, ad esempio, un treno merci proveniente dal Belgio e diretto a Gallarate, non venga più controllato nei dettagli dall’inizio del viaggio sino alla fine. In gergo ferroviario si chiama: “trasporto su fiducia”. Il treno viene preparato e controllato alla partenza. Ogni singolo carro viene registrato con i rispettivi dati, che vengono poi immessi in una documentazione elettronica che a sua volta viene spedita elettronicamente alle diverse nazioni dove questo treno dovrà circolare. Il treno proveniente dal Belgio attraversa così diverse nazioni, percorrendo importanti centri e agglomerati, sino a raggiungere la Svizzera. In entrata nel nostro Paese, a Basilea, il treno non viene controllato nei dettagli come in passato, in quanto le direttive europee non lo prevedono. Il treno prosegue dunque il suo viaggio percorrendo l’Altipiano svizzero e la vecchia linea del Gottardo, fino ad arrivare a Bellinzona S. Paolo. Alla stazione merci di Bellinzona S. Paolo il treno viene controllato minuziosamente poiché l’Italia, prima che un treno merci entri sul proprio territorio, esige controlli approfonditi. "Possiamo affermare senza ombra di dubbio, che i treni merci in partenza da Bellinzona S. Paolo e diretti a sud viaggiano sicuri", spiegano dal SEV. Dal momento che l’Italia ha deciso di adeguarsi alle norme europee, i controlli finora richiesti dalle autorità italiane, decadranno alla fine del 2013 e questi collaboratori perderanno il loro impiego.




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