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Allarme suicidi in Ticino: "Parlarne aiuta, non si rischia l’emulazione"

Secondo lo psichiatra Tazio Carlevaro parlare di un argomento così delicato può essere un modo per far capire a chi ha in mente di compiere un atto così estremo che "non è solo"
Ti-Press (archivio)
Allarme suicidi in Ticino: "Parlarne aiuta, non si rischia l’emulazione"
Secondo lo psichiatra Tazio Carlevaro parlare di un argomento così delicato può essere un modo per far capire a chi ha in mente di compiere un atto così estremo che "non è solo"
LUGANO - Il dramma era stato sfiorato già la settimana scorsa a Bellinzona. Oggi, il gesto estremo è stato compiuto a Chiasso da un italiano 60enne. Il tema dei suicidi, in un Cantone che solo nel 2012 ha conosciuto un'impennat...

LUGANO - Il dramma era stato sfiorato già la settimana scorsa a Bellinzona. Oggi, il gesto estremo è stato compiuto a Chiasso da un italiano 60enne. Il tema dei suicidi, in un Cantone che solo nel 2012 ha conosciuto un'impennata di casi (+24% rispetto al 2011, da 34 a 42 casi, secondo la statistica criminale di polizia del 2012) è sempre molto difficile da trattare. Soprattutto per i media. Dietro l'angolo è infatti presente lo spettro dell'emulazione, anche se, per qualcuno, può essere piuttosto un modo per sentirsi meno soli.

"Non credo nel rischio di emulazione, parlando di suicidi. Può esistere, eventualmente, con persone che hanno già idee suicide, o comunque con gravi problemi psicologici alla base, altrimenti penso sia rarissimo che accada". spiega il Dr. Tazio Carlevaro, Specialista FMH in Psichiatria e Psicoterapia, disturbi d’ansia, depressivi, e da gioco patologico. Per Carlevaro parlare di un argomento così delicato può essere piuttosto un modo per far capire a chi ha in mente di compiere un atto così estremo che "non è solo".

Cosa scatta nella mente del suicida, cosa lo spinge a togliersi la vita?
"È sempre difficile dire perché un uomo abbia compiuto un gesto così estremo o perché lo abbia fatto seguendo una particolare modalità piuttosto che un'altra. Di solito, però, quando un uomo si toglie la vita, vorrebbe che gli altri pensassero qualcosa, che riflettessero".

L'atto quindi non è frutto di un raptus, ma è premeditato?
Mai la modalità viene decisa a caso, c'è sempre una scelta, una preparazione. Questa dipende sia dalle conoscenze dell'individuo, dalle sue possibilità di raggiungere specifici mezzi, che dall'occasione. Le donne, per fare un esempio, non utilizzano quasi mai le armi da fuoco. Il perché è facile da capire, non sanno usarle. Oppure si avvalgono raramente di metodi drastici come la defenestrazione. Questo perché desiderano preservare il loro aspetto. Quindi sceglieranno un altro metodo, magari meno efficace, come ad esempio le pillole. Ecco perché le donne muoiono meno di suicidi, perché usano metodi meno efficaci".

Quindi, se è una decisione maturata nel tempo, cosa la alimenta?
"Alla base del suicidio, o dell'ideazione dello stesso, c'è uno specifico stato d'animo e c'è un problema. Spesso, poi, lo stato d'animo - che può essere di tristezza, di senso di difficoltà nel trovare una via d'uscita -, diventa a sua volta un problema. Il suicidio si manifesta quindi come un atto aggressivo verso sé stessi. Un atto che vuole eliminare il problema. Alla base ci può essere pure uno stato depressivo, che ha di per sé una componente auto aggressiva molto importante".

Vi sono dei segnali?
"Ci sono ma sono difficili da cogliere. In genere chi ha in mente di compiere un atto del genere non esplicita questa intenzione. Bisogna saper riconoscere questi segnali e poi cercare, attraverso il dialogo, di far emergere il problema. L’aiuto di un esperto, quindi, è rilevante".

Su questo tema la Svizzera non fa parte dei “virtuosi”
"Viviamo in un Paese con un alto tasso di suicidi, anche se è vero che l’incidenza, in Ticino, è la più bassa della Svizzera. Nonostante questo supera una città come Milano. Perché? I motivi dietro a questi dati non sono chiari. C'è chi dice che le città favoriscano i suicidi eppure, stando ai dati statistici, non sempre è così. Sicuramente è rilevante la componente religiosa. I protestanti si tolgono la vita più dei cattolici che a loro volta contano più suicidi dei mussulmani. Quello che è certo è che è un comportamento molto umano. Non vi sono nel mondo animale, o sono molto rari, casi in cui il togliersi la vita è una scelta".

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