"Arno litigava spesso con la moglie per questioni economiche"

In aula lo psicologo di Garatti
LOCARNO - Alle 14.15 è stato chiamato a testimoniare D.B., lo psicologo di Arno Garatti. "Ho svolto il primo colloqui con il signor Arno Garatti il 14 febbraio 2011. L'ultimo ha avuto luogo il 30 giugno 2011".
Perché Garatti è arrivato da lei? Che problemi aveva? chiede la giudice. "Si è presentato spontaneamente presso la clinica psichiatrica I. di Bellinzona in cui lavoro per un problema di discontrollo degli impulsi reattivo al trauma dell'incidente motociclistico avvenuto anni prima".
Ci può parlare di Arno Garatti e di come si poneva di fronte al mondo? "A seguito dell'incidente presentava notevoli deficit dal punto di vista cognitivo che erano a carico della memoria, dell'attenzione, della concentrazione e dell'intelligenza sociale, ovvero il comprendere le situazioni sociali e gli stati d'animo delle persone che lo circondavano. A fianco di questi deficit cognitivi vi erano anche dei problemi di discontrollo degli impulsi. Questo discontrollo degli impulsi si esplicitava con una serie di condotte che vengono definite pantoplastiche. In momenti di crisi il signor Arno rompeva tutto quello che aveva a tiro".
E nei confronti delle persone in che modo si manifestava questo discontrollo? chiede la giudice. "Nei confronti delle persone questo discontrollo si esplicava in una scarsa tolleranza, il signor Garatti era portato a crisi di rabbia che si esprimevano con una violenza a carattere verbale e raramente anche fisiche, quasi esclusivamente nei confronti delle cose. A quanto mi ha riferito il paziente è capitato raramente qualcosa nei confronti della moglie e del figliastro D."
"Garatti cosa le ha detto di questi episodi rari? "In data 6 aprile 2011 -spiega lo psicologo - il paziente mi aveva riferito di aver litigato con la moglie nei giorni precedenti per motivi economici, di avere perso la pazienza e di averla insultata e di averle sputato addosso. In data 23 maggio 2011, il paziente mi aveva riferito di avere avuto, durante il soggiorno in Serbia, altre tensioni con la moglie e anche con il figliastro D. e di avere aggredito fisicamente quest'ultimo prendendolo per il collo".
"Altri momenti di violenza nei confronti di persone? ", la domanda della giudice. "A me non sono stati riferiti altri momenti di tensione fisica nei confronti della moglie o del figlio".
Branda - "Era consapevole del suo problema?" ha chiesto l'avvocato Branda allo psicologo. "Garatti era consapevole della sua problematica di discontrollo degli impulsi. Ed è per questo che si è indirizzato alla clinica in cui lavoro".
"Lei ha parlato di tensioni riguardanti la questione economica" ha aggiunto Mario Branda. "Le problematiche economiche riguardavano dei litigi tra lui e la moglie, in quanto quest'ultima gli chiedeva di poter gestire il suo denaro, cosa che prima veniva fatta dalla madre e dalla sorella di Arno. La moglie lo spingeva a una serie di acquisti. Ricordo che il paziente parlava con la moglie, la quale spingeva Arno ad un acquisto immobiliare in Serbia e che lo aveva spinto ad acquistare un'autovettura. Per questa ragione nelle riunioni fra specialisti in clinica si era deciso di chiedere l'intervento della Commissione Tutoria regionale e in particolare una Curatela amministrativa per il signor Garatti. Il parere mio e dello psichiatra che lo stava seguendo, era che lo moglie lo portava ad un'eccessiva prodigalità e quindi bisognava tutelare il suo patrimonio.Purtroppo non abbiamo fatto in tempo a fare la segnalazione, per i fatti noti accaduti".
Lei ha parlato con il paziente di questa opportunità?" chiede ancora Branda. "Di questa nostra intenzione, cioé dell'opportunità della nomina di un curatore amministrativo, ho personalmente parlato con il paziente, prospettandogli, tra l'altro, di inoltrare una richiesta volontaria. La necessità di istituire una curatela amministrativa era data anche dal fatto che la maggior parte dei litigi che avvenivano nella coppia Garatti era di natura economica. Arno ha subito accettato positivamente la mia proposta, ma mi ha espressamente chiesto di non fare una richiesta di Curatela su iniziativa volontaria e di fare, invece, in modo che la richiesta partisse da noi medici, in quanto temeva, le ripercussioni della moglie. Temeva che, non avendo più la gestione dei suoi beni, la moglie lo potesse lasciare. Noi curanti temevamo che, nell'ipotesi di un abbandono da parte della moglie, Arno tentasse di togliersi la vita. Questo era un timore concreto che noi avevamo. E proprio per questo l'accordo che stavamo prendendo era quello di fare una richiesta coatta così da evitare quello che Arno temeva".
"La signora Mitra è venuta a sapere l'intenzione di istituire una curatela? Come lo ha saputo?". "La moglie è venuta a sapere della nostra proposta in quanto proprio per i suoi deficit cognitivi non era in grado di capire cosa doveva dire alla moglie e cosa non doveva dire. A questo riguardo, devo dire che il paziente mi riferiva che, al termine dei colloqui in clinica, la moglie lo sottoponeva a degli "interrogatori" per sapere cosa lui avesse detto allo piscologo e cosa lui avesse detto allo psichiatra. Saputo dell'accordo che avevamo trovato con il signor Garatti relativo alla curatela amministrativa, la moglie ha accompagnato il marito ad un appuntamento ed ha chiesto di poter presenziare al colloquio. Avuto l'accordo del paziente, ho autorizzato la moglie a partecipare. In quel colloquio la moglie era venuta per capire se quello che il marito le aveva detto a casa corrispondesse alla realtà. Io so che questo era lo scopo perché il paziente me lo ha riferito nel colloquio successivo. Avuta la conferma, la moglie ha detto al paziente che era meglio per lui cambiare psicologo. In effetti, consultando la cartella clinica vedo che, in data 30 giugno 2011, il paziente mi aveva detto che voleva cambiare psicologo perché ero troppo giovane ed inesperto. Ricordo che il paziente era molto dispiaciuto per questa cosa, durante il colloquio era in lacrime. Mi ha riferito che egli si trovava molto bene con me e che avrebbe voluto continuare ma, che per il quieto vivere, doveva esaudire il desiderio della moglie".
"Lei si ricorda come venivano gestite le spese della casa"? chiede Branda. "Il paziente si lamentava con me delle continue richieste di acquisti e di denaro. Rilevo però che, proprio a causa dei suoi deficit cognitivi, il paziente non aveva esatta accortezza delle sue rendite. Alla domanda a quanto ammontava la sua rendita rispondeva di non averne idea perché sino a quel punto se ne era occupata la madre. Aggiungo anche che, sempre a causa dei suoi problemi, per il paziente era difficile effettuare anche semplici calcoli di sottrazione. Il paziente aveva richiesto di passare, su indicazione della moglie, a un mio collega, il dottor G.C.. Rimanendo, dunque, paziente della clinica, la richiesta di istituzione di curatela amministrativa sarebbe comunque stata fatta entro un paio di settimane. Devo dire che il sottoscritto aveva già avuto un colloquio telefonico con la TCR in cui aveva già accennato della questione.
Il paziente mi aveva riferito che dopo l'ultimo soggiorno in Serbia, la moglie insisteva affinché il marito ritirasse i suoi beni per investirli nell'acquisto di un immobile in Serbia. Lui però non aveva idea dell'entità dei beni a causa delle sue difficoltà cognitive. Aggiungo anche che queste diatribe di origine economica ha portato il paziente a litigare con il suo nucleo familiare di origine (la madre e la sorella). E' mia opinione che questo allontanamento sia stato incoraggiato dalla moglie".




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