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"D. mi disse: Vieni che ti faccio vedere una sorpresa"

Processo Garatti, il racconto di un conoscente di Mitra e del figlio che vide il cadavere. La donna gli chiese di sposarla, "in cambio mi avrebbe dato una ragazza"
Foto Ti-Press
"D. mi disse: Vieni che ti faccio vedere una sorpresa"
Processo Garatti, il racconto di un conoscente di Mitra e del figlio che vide il cadavere. La donna gli chiese di sposarla, "in cambio mi avrebbe dato una ragazza"
LOCARNO - Un nuovo testimone è comparso davanti alla corte che sta processando tre imputati per il delitto di Arno Garatti. Alle 11 si è presentato nell'aula del tribunale di Locarno tale C.M., un vecchio conoscente del panetti...

LOCARNO - Un nuovo testimone è comparso davanti alla corte che sta processando tre imputati per il delitto di Arno Garatti. Alle 11 si è presentato nell'aula del tribunale di Locarno tale C.M., un vecchio conoscente del panettiere-pasticcere che ha frequentato Mitra Djordjevic. "Mitra mi è stata presentata dal mio ex amico A.V. Adesso non siamo più amici, perché lui ha fatto troppe cavolate. Lui era il piromane di Bellinzona e poi mi ha fatto altre cose brutte, per cui ho preferito non frequentarlo più".

 

Matrimonio in cambio di una ragazza - L'uomo ha affermato di essersi incontrato con Mitra, la madre del giovane condannato in primo grado per l'omicidio, in un paio di bar della Capitale. "Sono stato anche a casa sua, un paio di volte. A un certo punto A.V. mi ha detto che Mitra voleva parlarmi perché voleva un piacere da me". Il testimone non sapeva cosa volesse esattamente la donna, e giunto a casa di lei la trovò con la lettera di espulsione in mano. Il 'piacere' altro non era che una richiesta di matrimonio, per restare in Svizzera. "In cambio mi avrebbe dato una ragazza".

 

Djordjevic non gli offrì soldi, aggiunge il teste, ma solo un incontro con una giovane. "Sei stato subito d'accordo di sposare Mitra?" ha chiesto la presidente della Corte Roggero-Wil. "All'inizio non ero tanto convinto, perché questa cosa qua non sapevo bene come funzionava" ha risposto il teste. Uscito dall'abitazione della donna, C.M. ha avuto una discussione con l'amico proprio in merito alla richiesta. "Lui mi ha risposto esortandomi a fargli quel favore, perché lei era una sua grande amica. Così io, per farlo contento, ho acconsentito".

 

Viaggi in Serbia - Nei due mesi successivi l'uomo si è recato due volte in Serbia, a casa di Mitra. Qui la donna gli fece conoscere delle ragazze, con le quali non ci fu nulla di concreto. La seconda volta andarono al mare in Montenegro. "Alla fin fine ho dovuto solo pagare. Ho pagato per la ragazza, ma anche per Mitra. A me non sembrava giusto, perché ritenevo che ognuno doveva pagare per sé. Ho commesso uno sbaglio e me ne sono accorto soltanto dopo".

 

Il matrimonio con Garatti - In seguito l'uomo e Mitra ebbero alcuni colloqui telefonici, durante i quali lei non gli chiese più di sposarlo. Poi, un giorno, la rivide a Bellinzona. "Ai primi tempi andava da sua sorella a dormire. Mi ricordo poi, ancora più avanti, di averla vista al bar. Mitra era con Arno Garatti. Io non lo conoscevo ancora. E' stata lei, in quell'occasione, a presentarmelo. Mi ha detto che era un suo amico". Solo a gennaio il testimone seppe che Garatti e Djordjevic si erano sposati il 25 ottobre. "Io non ho detto niente, ma sono rimasto un po' male, perché lei mi aveva fatto prendere i documenti di stato civile e avevo pagato". Era arrabbiato? l'ha incalzato il giudice. "Sì, ero un po' arrabbiato. Ma non avevo voglia di esternarla questa rabbia e me ne sono andato e ho lasciato perdere".

 

"Arno era geloso di me" - Nonostante tutto, gli incontri con Mitra non sono cessati del tutto. Oltre alle conversazioni telefoniche i due si videro a casa di Garatti. Sulla solidità del matrimonio, l'uomo ha dei dubbi. "All'inizio Mitra non mi sembrava molto convinta perché non gli piaceva". E' stata lei a dirglielo? ha chiesto il giudice. "No, lo notavo dalla sua espressione del volto, ma lei faceva finta di niente. Mitra si lamentava di Arno perché diceva che era geloso di me, arrivava a casa ubriaco e beveva tanto. Diceva che si lamentava di tutto e che non rispondeva al telefono perché c'era lui e Arno era geloso di me". Neanche al figlio di Mitra, D., Garatti piaceva molto, ha aggiunto il teste.

 

"Farlo sparire" - Poi si è arrivati a parlare di un famoso sms, scritto il 25 maggio a D. e per il quale il testimone è stato interrogato più volte. "Ho scritto quel messaggio perché la Mitra mi aveva detto che non sopportava più Arno. Mitra ha cominciato a dire che lei era stufa di sopportarlo e che lei voleva fare qualcosa per farla pagare. Mi ha chiesto se io conoscessi qualcuno per fargliela pagare cara". C.M. ha aggiunto che lei aveva ripetuto per un paio di volte quel punto. "Lei mi ha chiesto se conoscevo qualcuno per farlo sparire". L'uomo racconta poi i dettagli di quella giornata: "La sera del 25 maggio avevo cominciato a bere perché Mitra mi aveva fatto la testa come un pallone. Ero nei pressi del bar R. e volevo fare uno scherzo allo scherzo allo scooter di Arno. Sono partito in bici e quando sono arrivato al sottopassaggio mi sono fermato e ho desistito anche perché non avevo gli attrezzi".

 

La "sorpresa" - C'è poi un balzo nel racconto. Siamo al 1° di luglio. "Finisco normalmente il lavoro alle 16.00, però quel giorno, siccome avevo fatto il continuato, avevo finito verso le 14.30/15.00. Dopo il lavoro sono andato a casa e ho mangiato qualcosa e mi sono cambiato. Mi sono riposato un attimino e dopo sono andato a fare un giro. Mi sono diretto verso via Daro per andare a casa di D. per proporgli di andare a bere qualcosa. Non ricordo che ora fosse. Sono arrivato in bicicletta sotto la casa di D., l'ho posteggiata. Adesso mi viene in mente che avevo un po' paura di incontrare il signor Arno, perché qualche giorno prima avevamo un po' litigato a casa mia. Poi mi sono detto che sarebbe stata una buona occasione per fare la pace. Arrivato ho suonato il campanello. D. è sceso e mi ha detto: vieni su che c'è una bella sorpresa. Salito in casa ho visto la sorpresa non piacevole".

 

La "sorpresa", altro non era che il cadavere di Garatti. "Sono entrato e ho visto le gambe, che erano all'entrata del bagno. Ho visto il pezzo di gamba, che c'è le ginocchia e il piede che avanzava fuori. Il resto era dentro nel bagno. Ho visto la testa appoggiata a terra, sulla guancia a destra. Non mi ricordo cos'ho detto al D. Ero sotto choc e sono uscito dall'appartamento".

 

L'avvocato di parte civile Mario Branda ha chiesto se D. gli avesse chiesto di aiutarlo a spostare il corpo. C.M. risponde negativamente, essendo lui uscito subito dalla casa per andare a bere. "Ha visto se c'era sangue nell'appartamento?" ha chiesto ancora l'avvocato. "Ho visto qualche schizzo di sangue per terra, all'altezza della nuca. Ho guardato molto velocemente". "Ha toccato il cadavere?" "No".

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