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Delitto di Daro, un testimone: "Mitra fingeva di essere triste"

Il racconto di un conoscente di Mitra D., chiamato a testimoniare dall'avvocato di parte civile Mario Branda
Foto Ti Press
Delitto di Daro, un testimone: "Mitra fingeva di essere triste"
Il racconto di un conoscente di Mitra D., chiamato a testimoniare dall'avvocato di parte civile Mario Branda
LOCARNO - Si prosegue oggi con la ricostruzione dei fatti del delitto di Daro. A.V. è stato chiamato a testimoniare su richiesta dell'avvocato di parte civile Mario Branda. Dopo i preliminari di rito, la presidente della Corte Roggero...

LOCARNO - Si prosegue oggi con la ricostruzione dei fatti del delitto di Daro. A.V. è stato chiamato a testimoniare su richiesta dell'avvocato di parte civile Mario Branda. Dopo i preliminari di rito, la presidente della Corte Roggero-Wil ha lasciato la parola all'avvocato Branda che ha sottoposto alcune domande a un pasticcere-panettiere, (già pregiudicato per aver appiccato un incendio intenzionale e condannato a una pena di 3 anni e due mesi) in quanto conoscente di Mitra Djordjevic.

 

Il testimone"L'ho conosciuta nel 2007 alla Clinica S.Croce di Orselina. Ero ricoverato come paziente e lei anche. Tra noi è nata un'amicizia, nulla di più". "Lei ha conosciuto il figlio di Mitra? Che tipo era?" ha chiesto Branda. "Uscito dalla clinica ho mantenuto i contatti con Mitra e ho conosciuto anche suo figlio. - ha risposto il teste - Allora abitavo a Bellinzona e lei vicino allo stadio. Capitava che mi invitava a casa sua a bere il caffé e in quelle occasioni ho conosciuto il figlio di Mitra Djordjevic. Un ragazzo timido, che se ne stava sulle sue. A quel che mi sembrava il rapporto madre-figlio era buono, aiutava lei nelle faccende domestiche. Mitra con me non si è mai lamentata del figlio".

"Lei è stato invitato in vacanza in Serbia con Mitra?" ha chiesto l'avvocato Branda. "A un certo punto Mitra mi aveva detto che aveva ricevuto l'espulsione. So che, per evitare di partire, Mitra si è fatta ricoverare più volte in clinica. Poi, non ricordo esattamente quando, mi sembra fosse all'inizio del 2009, Mitra mi ha detto che l'unica soluzione di restare in Svizzera era quella di trovare un uomo che la sposasse. Così ha chiesto a me se volevo sposarla. Io le ho detto che con me aveva sbagliato uomo. Non solo perché non era il mio tipo, ma anche perché se i miei genitori avessero saputo che avrei voluto fare un passo del genere, mi avrebbero sbattuto fuori di casa.

Mitra mi aveva promesso, in caso avessi accettato di sposarla, di darmi dei soldi. Mi sembra che parlasse di una cifra di 30/40mila franchi. Non ricordo più esattamente perché sono passati alcuni anni".

 

"Le ha promesso altro? Tipo di presentarle una bella ragazza?" ha chiesto l'avvocato di parte civile Branda al teste. "Mi sembra di sì" ha risposto A.V. "Visto il mio rifiuto, Mitra mi ha chiesto di trovare qualcun altro da sposare. Io ai tempi giravo con un amico (C.M.). Sono stato io a presentare questo mio amico a Mitra". "Mitra come faceva a sapere che, sposando uno svizzero, avrebbe potuto restare in Svizzera?" ha chiesto di nuovo l'avvocato. "Oramai gli stranieri oggigiorno sanno tutto, soprattutto di queste cose" ha risposto il testimone. "Mitra ha chiesto a M. (l'amico del testimone) di sposarla. All'inizio M. era un po' titubante perché non sapeva bene a cosa andava incontro e come andassero le cose" ha proseguito il testimone. "Per convincerlo Mitra prometteva a M. le stesse cose che ha promesso a me: soldi e anche una bella ragazza per lui. Alla fine M. ha accettato. Era allettato dai soldi, ma anche della promessa della ragazza, anche perché lui aveva difficoltà a trovare delle ragazze". "Nel 2009 Mitra ha invitato me e M. ad andare con lei in Serbia. Una prima volta siamo andati in giugno. Abbiamo alloggiato da Mitra".

 

In Serbia - "Poi in Serbia cos'è successo?" ha chiesto l'avvocato Branda. "In quell'occasione Mitra aveva cercato una ragazza da cercare a M. Ma non l'ha trovata perché quattro giorni erano pochi. In agosto siamo tornati in Serbia. Io sono rimasto giù un mese, ero in disoccupazione, M. è tornato a casa dopo un paio di settimane. Durante quel soggiorno

mi ricordo che Mitra aveva trovato una ragazza bionda, tra l'altro una bella ragazza. Insieme, i tre sono andati al mare, in Montenegro. Per M. sponsorizzava tutto la Mitra. Non so come sono andate le cose, ma so che M. ha avuto qualche problema con la ragazza. E così, quando è tornato, stava cominciando a ripensarci anche perché vedeva l'aria che tirava. Mi ricordo che al rientro M. si lamentava con me dicendomi che lui aveva dovuto pagare l'albergo, la stanza, il ristorante e si lamentava per il fatto che Mitra gli aveva promesso che avrebbe pagato

tutto lei. In più, era nervoso, con quella ragazza non aveva combinato niente e quindi mi diceva che sarebbe tornato a casa e che non avrebbe più voluto saperne della Serbia".

 

Dopo il matrimonio - "L'accordo con Mitra non si perfeziona e qualche tempo dopo Mitra sposa qualcun'altro. Lei sa come sono andate le cose?" ha chiesto l'avvocato Branda al testimone. "Sono stato arrestato nell'ottobre del 2009. Lì ho perso tutti i contatti. Ho rivisto Mitra in carcere, quando è venuta a trovarmi. Non mi ricordo esattamente quando fosse, so che è venuta diverse volte a trovarmi in carcere. Mi ha portato biscotti, cioccolata, sigarette. Ad un certo punto, ricordo che Mitra mi ha detto che si era sposata, che aveva trovato uno svizzero di Bellinzona, mi aveva detto nome e cognome e che si erano sposati. Le avevo chiesto se si erano sposati in chiesa. Lei mi aveva risposto che si erano sposati in Comune e che c'era il sindaco o il vicesindaco e che si erano baciati sulla bocca. Io le ho detto che ero contento per lei. Le ho chiesto dove abitassero. Lei mi aveva risposto che abitava con il marito a Daro, vicino al ristorante P. Mi ha detto che voleva far tornare il figlio dalla Serbia per farlo studiare. Mi aveva detto che il marito era uno che stava abbastanza bene finanziariamente, che aveva una casa di vacanza sul San Bernardino e che le aveva regalato una macchina. All'inizio andava tutto rose e fiori, lei sembrava felice. Mitra mi ha detto che aveva sposato Arno per poter rimanere in Svizzera. Non si trattava di un matrimonio di amore".

 

Il figlio - "Nel giugno del 2011 ho incontrato Mitra durante un congedo di 36 ore a Bellinzona - continua il teste. Insieme siamo andati a bere qualcosa. Le ho chiesto di D. e lei mi ha risposto che il figlio era a casa con il marito. Le ho chiesto come andava il matrimonio. Lei mi ha risposto di non parlarmi di quello str... lì. Le ho chiesto come mai giudicasse così male il marito, che gli aveva fatto il piacere di sposarla per permetterle di restare in Svizzera. Lei ha detto che continuava a litigare con il figlio. Mi sembra che Mitra mi ha anche detto della relazione intima con il marito, ma che si trattava di un'intimità finta da parte sua". "Mitra le ha detto che il marito la picchiava?" ha chiesto l'avvocato Branda? "Mitra non mi ha mai detto che il marito la picchiava" ha risposto A.V. "Mitra non mi ha detto per quale motivo D. e il marito litigavano: su questo aspetto Mitra non è entrata nei dettagli".

 

Dopo l'omicidio - "Dopo che ha saputo dell'arresto del ragazzo in relazione all'uccisione di Arno Garatti, lei ha più rivisto Mitra?" ha chiesto l'avvocato di parte civile Mario Branda. "Dopo la morte di Arno Garatti - ha risposto il teste - non ricordo esattamente quando - si era nell'estate 2011 - ho incontrato Mitra sulla terrazza di un ristorante. Mitra fingeva di essere triste, diceva di essere disperata, faceva finta di piangere. Aveva sempre il fazzoletto in mano, le scendevano le lacrime, ma io credo che fossero lacrime false. Pensavo fosse una montatura, perché lei lo aveva sposato soltanto per restare in Svizzera e diceva che ora doveva aspettare la vedovanza. Il testimone ha appreso della morte di Arno Garatti al Quotidiano: "Quando ho sentito del ragazzo serbo 17enne ho subito pensato a D."

 

L'avvocato di Mitra - A questo punto è intervenuto l'avvocato Pellegrini, legale di Mitra Djordjevic e si è rivolto al teste, chiedendogli come mai, in precedenza, durante l'inchiesta non aveva accennato alla promessa di Mitra di compensare, in caso di matrimonio, con una somma di denaro. "Non lo so perché, sono passati ormai anni e non mi ricordo. Sono sicuro, comunque, che Mitra Djordjevic, mi aveva promesso dei soldi". Lei pensava che Mitra possedesse questi soldi?" ha chiesto Pellegrini al teste. "Non pensavo che Mitra possedesse davvero quella cifra, vista la sua situazione anche di malattia".

 

"Lei ha detto che Mitra si era espresso con un epiteto poco cortese nei confronti del marito. E' successo una volta sola?" ha chiesto l'avvocato Pellegrini. "Non mi sembra che Mitra avesse parlato male in altre occasioni, ma mi ricordo che, in quel giorno di congedo, quando l'ho incontrata, io c'ero rimasto male. Mi diceva che il marito litigava con suo figlio".

Pellegrini chiede ancora "Quando ha cessato di intrattenere rapporti con Mitra?". "Ho perso i contatti con Mitra dopo il suo arresto. Da allora non l'ho più sentita neanche per telefono. Non l'ho più nemmeno vista"e ancora Pellegrini: "Perché non l'ha più vista. Avete per caso litigato?". A.V nega questa ipotesi.

 

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