Riciclaggio e soldi della Camorra, condanna per un ex politico italiano

Sospettato di riciclaggio, in Ticino e Grigioni, di valori patrimoniali prodotto attività mafiose
LUGANO - L'antenna luganese della Procura federale ha emesso nei giorni scorsi un decreto d'accusa per riciclaggio nei confronti di un 53enne italiano residente in italia. Si tratta di un ex politico campano. È lo stesso Ministero pubblico della Confederazione a confermarlo in un articolo pubblicato oggi sul CdT. "Il Ministero pubblico della Confederazione - si legge - conferma che il 29 marzo 2013 ha emesso un decreto d'accusa per riciclaggio grave nei confronti di un 53enne italiano residente in Italia. Con il decreto d'accusa, nel frattempo passato in giudicato, la persona in questione (che faceva parte ai tempi dei fatti di un'amministrazione comunale e di una giunta regionale) è stata sanzionata con una pena pecuniaria di 90 aliquote giornaliere e con una multa in relazione ad atti di riciclaggio perpetrati nel 2006 relativamente a valori patrimoniali derivanti da episodi corruttivi in territorio italiano".
La condanna, viene spiegato, è scattata da un'indagine avviata nel 2009 a seguito "della denuncia della Polizia federale per il sospetto di riciclaggio, in Ticino e Grigioni, di valori patrimoniali prodotto dell'attività criminale di un sodalizio mafioso attivo nel territorio di casal di Principe (Caserta) facente capo al gruppo delle famiglie Bidognetti e Schiavone, rispettivamente per il sospetto che tali valori fossero nella disponibilità di tale organizzazione criminale".
La Procura federale ha ordinato la confisca di 330 mila euro, somma che sarebbe stata corrisposta al condannato "da persone ritenute partecipi all'organizzazione criminale mafiosa dei clan dei casalesi".




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