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«Era in ansia per i soldi, non voleva uccidere»

Lo sostiene la difesa del 26enne rumeno che il 12 settembre 2022 a Massagno sparò a un ex amico e socio in affari.
TIpress
«Era in ansia per i soldi, non voleva uccidere»
Lo sostiene la difesa del 26enne rumeno che il 12 settembre 2022 a Massagno sparò a un ex amico e socio in affari.
LUGANO - «Sì, il mio assistito ha sparato. Ma semplicemente perché non è riuscito a gestire l'ansia della situazione e il senso di minaccia. Non c'era una volontà di uccidere». È questa, in poche parole, la tesi esposta oggi pomeriggio alle As...

LUGANO - «Sì, il mio assistito ha sparato. Ma semplicemente perché non è riuscito a gestire l'ansia della situazione e il senso di minaccia. Non c'era una volontà di uccidere». È questa, in poche parole, la tesi esposta oggi pomeriggio alle Assise criminali dalla difesa del 26enne rumeno che il 12 settembre 2022 a Massagno sparò a un suo ex amico e socio in affari.

L'avvocato Demetra Giovanettina ha quindi chiesto che l'uomo venga giudicato colpevole di tentato omicidio per dolo eventuale (non, dunque, per dolo diretto) e condannato a una pena detentiva non superiore ai sei anni di carcere.

«Si è spaventato e ha sparato» - Giovanettina ha quindi ricostruito gli avvenimenti della serata. «La vittima, checché ne dica lui, si prepara a ricevere il 26enne, mettendosi in una posizione di forza e di superiorità numerica. L'imputato, dunque, si spaventa e prende la sciagurata decisione di sparargli». Giovanettina precisa poi che «spara un solo colpo, pur avendone altri in canna. Dopodiché forse non capisce che il 33enne è stato colpito, entra in uno stato di shock, non dice nulla e se ne va».

«Voleva solo recuperare i soldi» - Questo, secondo la difesa, «dimostra che quella di cui stiamo parlando non è certamente stata un'esecuzione: questo non è il comportamento di una persona che voleva uccidere. Il suo obiettivo era trovare un accordo per recuperare i soldi, non la vendetta».

«Il coltello c'era» - «Ritengo poi che l'imputato abbia reagito così perché la vittima gli ha fatto capire di essere armato», insiste l'avvocato Giovanettina. «Il coltello, infatti c'era. Ed è lo stesso 33enne che l'ha detto agli inquirenti, dichiarando "ammetto che avevo con me un coltello"».

Insomma, per la difesa, «non possiamo costruire castelli e dire che l'imputato è andato a Massagno con l'intenzione di sparare all'ex amico e di ucciderlo. Non ci sono prove serie in questo senso». Inoltre «il proiettile, esploso in una situazione dinamica e di alta tensione, non ha mai messo in pericolo di morte la vittima. Il colpo ha penetrato il muscolo, senza provocare lesioni più gravi».

La sentenza è attesa per domani alle 16.

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