Tirò un pugno alla sua compagna, poi la violentò: quattro anni di carcere

«Se la donna è fuggita dalla finestra, scalza e in piena notte, è perché era successo qualcosa di grave», così il giudice Amos Pagnamenta.
LUGANO - «Ha agito in maniera egoistica, solo per sfogare i suoi istinti». È con queste parole che oggi, alle Assise criminali di Lugano, il giudice Amos Pagnamenta ha condannato a quattro anni di carcere un 32enne resosi colpevole di aver violentato sessualmente la sua compagna e di averla più volte brutalmente picchiata.
L'uomo, cittadino brasiliano e portoghese residente nel Locarnese, verrà inoltre espulso dalla Svizzera per un periodo di otto anni.
Il suo difensore, l'avvocato Stefano Genetelli, ha dal canto suo già dichiarato che farà appello alla sentenza.
«Aveva paura di essere colpita di nuovo» - «La vittima ha raccontato quanto successo nell'ottobre del 2023 con una sostanziale coerenza, logica e costanza», ha spiegato Pagnamenta. «Ha descritto in modo credibile le proprie sensazioni, dichiarando che quella sera ha seguito il compagno in camera da letto solo perché, dopo aver ricevuto un pugno in volto, aveva paura di essere nuovamente colpita».
«È fuggita scalza e in piena notte» - A dare ancora più credibilità alla testimonianza della donna sono inoltre state le circostanze che hanno portato alla denuncia. «La vicenda è emersa dopo che la donna è fuggita da casa sua: è uscita dalla finestra in piena notte, senza calze né scarpe, correndo fino a raggiungere l'ospedale».
La coppia «non era inoltre nuova a discussioni, tanto che la polizia era già intervenuta più volte nell'abitazione», ricorda il giudice: «se quella notte la donna è fuggita è perché era successo qualcosa di ben più grave del solito». Alcune delle violenze fisiche riportate dalla vittima sono poi state confermate dai segni presenti sul suo corpo.
«Lui? Nessuna credibilità» - In aggiunta «l'imputato in corso d'inchiesta ha propinato agli inquirenti numerose versioni dei fatti, tutte divergenti tra loro». Senza contare che «sostenere che dopo aver ricevuto un pugno in volto, essere stata chiusa in casa e aver litigato tutta la notte la donna si sarebbe prestata a un rapporto sessuale con lui è tanto inverosimile da privare di ogni credibilità il racconto dell'imputato».
L'espulsione - Per quanto riguarda infine l'espulsione, commisurata in otto anni, Pagnamenta ha sottolineato che «il 32enne non ha nessun legame con il territorio svizzero e che solo un anno dopo il suo arrivo ha iniziato a commettere reati, percuotendo la compagna».
Durante il dibattimento, lo ricordiamo, la pubblica accusa aveva chiesto cinque anni e mezzo di carcere, più l'espulsione dalla Svizzera per 10 anni. La difesa, dal canto suo, aveva proposto un massimo di tre anni di detenzione, di cui nove mesi da scontare e il resto sospeso con la condizionale.




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