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11.12.2019 - 09:560
Aggiornamento : 10:18

Stop al professionista del riciclaggio, sequestrati milioni in beni e valuta

Operava tra l'Italia, la Svizzera e l'Inghilterra. Indagati 14 "clienti"

VARESE - Le accuse sono pesanti e vanno dal riciclaggio al trasferimento fraudolento di valori e tributari. Per queste ragioni i finanzieri di Varese hanno sequestrato denaro e beni per circa 3,5 milioni di euro ed eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di un soggetto ritenuto responsabile dei suddetti reati. Allo stesso tempo - si legge in una nota odierna - sono indagati a piede libero altri 14 soggetti in qualche modo riconducibili ai beni posti sotto sequestro.

Evasione fiscale - I provvedimenti sono stati emessi al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano riguardante l’illecito operato di un imprenditore che, servendosi della collaborazione di alcuni “consulenti/promotori di servizi”, avrebbe occultato all’estero ingenti somme di denaro, per lo più provenienti da evasione fiscale in Italia.

Un'associazione a delinquere - Nel corso delle investigazioni è stata documentata l’operatività di un’associazione per delinquere, attiva tra l’Italia (Milano e Torino) l’Inghilterra e la Svizzera, che consentiva ai soggetti interessati di fruire del trasferimento di ingenti somme di denaro, patrimoni immobiliari, assets di aziende in crisi, in territorio estero per eludere eventuali provvedimenti di natura cautelare reale.

Il gioco delle fatture false - L’organizzazione metteva a disposizione dei propri “clienti” alcune società cartiere che, tramite l’emissione di fatture false, fornivano giustificazione formale al drenaggio del denaro verso l’estero. Una volta uscite dall’Italia, le disponibilità finanziarie venivano impiegate in ragione delle esigenze dei richiedenti.

Fra le opzioni che venivano offerte vi era la possibilità di impiego delle somme in investimenti di natura finanziaria o immobiliare, oppure potevano finire su conti correnti accesi presso istituti di credito russi - precedentemente intestati al cliente - che erano muniti di carte di credito liberamente utilizzabili Italia in maniera del tutto anonima.

Inoltre le disponibilità finanziarie potevano essere destinate ad una società finanziaria di diritto danese che, stipulando un fittizio contratto di finanziamento con il cliente, consentiva a quest’ultimo di rientrare in possesso del proprio capitale ormai ripulito.

Un "riciclaggio professionale" - Le Fiamme Gialle con tale operazione hanno ricostruito quello che si può definire un vero e proprio servizio di “riciclaggio professionale” offerto da soggetti che mettevano a disposizione della clientela le proprie conoscenze, strutture ed esperienze illecite.

Al termine delle indagini sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria ulteriori 14 soggetti in qualità di “clienti” delle prestazioni illecite sopra descritte, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di riciclaggio, tributari, trasferimento fraudolento di valori e falsità in procedura di collaborazione volontaria c.d. Voluntary Disclosure.

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