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CANTONE
10.10.2019 - 10:140
Aggiornamento : 13:29

Inchiesta Alptransit, Unia: «L’operaio testimone chiave subisce minacce»

Il sindacato chiede alla magistratura di accelerare le indagini per tutelare le persone coinvolte. La ditta coinvolta: «Accuse prive di fondamento»

LUGANO - Il testimone chiave «ancora senza lavoro e oggetto di ripetute pressioni e minacce». È quanto si starebbe consumando a margine dell'inchiesta della magistratura ticinese sulle irregolarità riscontrate sul cantiere Alptransit della galleria del Monte Ceneri, nell'ambito dei lavori di posa dei binari.

Irregolarità - segnalate oggi dal sindacato Unia - e denunciate pubblicamente da alcuni operai, cui si calcola «sono stati sottratti almeno 3,5 milioni di franchi di salari, pari al 40-45 per cento di quanto loro dovuto».

Il sindacato, che ha seguito la vicenda sin dall'inizio ed ha accompagnato i lavoratori nel percorso dell'inchiesta (prima giornalistica e poi della magistratura), prende atto «con preoccupazione per le conseguenze che sta patendo Fouad Zerroudi, l'operaio che ha lavorato sul cantiere di Camorino tra il 2017 e il 2018 e che ha avuto il coraggio di raccontare tutto a viso aperto alla trasmissione della Rsi Falò: turni di lavoro infiniti e ritmi infernali, buste paga taroccate, assenza totale di controlli, violazione delle norme di sicurezza, eccetera».

Rientrato in Italia, Fouad Zerroudi starebbe oggi pagando a caro prezzo il suo coraggio: «poco dopo aver trovato un impiego presso un'impresa italiana, è infatti stato licenziato e oggi, a sei mesi di distanza, non ha ancora trovato un impiego - spiega Unia -. E in più subisce dal suo ex datore di lavoro in Svizzera (la GCF SPA di Roma che fa parte del consorzio italo-svizzero Mons Ceneri che ha vinto l'appalto) continue pressioni».

Stando al sindacato i dirigenti gli avrebbero fatto sapere per bocca di alcuni colleghi e, «con modi più o meno cordiali», che se ritirasse la denuncia in Ticino «otterrebbe un lauto compenso». «Come se questo non bastasse - spiega ancora Unia -, nelle scorse settimane Fouad Zerroudi è stato oggetto di vere e proprie intimidazioni da parte di sconosciuti».

Alla luce di questa preoccupante situazione, il sindacato chiede alla magistratura di proseguire celermente con l’attività istruttoria anche a tutela delle persone coinvolte.

La replica di GCF - Nel frattempo la ditta coinvolta nell'inchiesta, la GCF Generale costruzioni ferroviarie, rispedisce le accuse al mittente dichiarando che «Le dichiarazioni sono prive di ogni fondamento». «A sostegno di tale affermazione - prosegue GCF - , possiamo allegare numerose prove.  Ci riserivamo quindi, la possibilità di tutelare la nostra immagine in ogni sede». 

Commenti
 
vulpus 1 sett fa su tio
Non conosco personalmente questo sistema di procedere, ma ben si pùo pensare che possa essere vero: che appetito han fatto venire tutti questi operai , ai sindacati.Lo scandalo è che il nauseabondo pentolone lo hanno scoperchiato a lavori ultimati .I dirigenti erano già lontani e ...intoccabili.
F/A-18 1 sett fa su tio
A pagina 5 del Corriere del Ticino di oggi si dice che per il nostro consiglio di stato contro la mafia si fa abbastanza. Peccato che gli appalti pubblici più succulenti siano tranquillamente gestiti da ditte che probabilmente bisognerebbe controllare meglio, Alptransit è un esempio ma ce ne sono altri, dopo di che dobbiamo avere fiducia della politica? Il Ticino è zeppo di quanto sopra descritto ma tanti personaggi ci fanno gli affari e quindi non c'è interesse a scoperchiare certe pentole.
Lore62 1 sett fa su tio
@F/A-18 Esattamente!! ;-)
Thor61 1 sett fa su tio
@F/A-18 In realtà questo tipo di scelte sono fatte esclusivamente da berna, non certo dal Ticino, quindi le responsabilità sono solo bernesi. Saluti
Pat Novo 1 sett fa su fb
Che schifo! Dove sono tutti quelli pro bilaterali?
SosPettOso 1 sett fa su tio
Se per la morte di un operaio si è attesa la prescrizione, per doppi turni, norme di sicurezza e caporalato mica si può condannare nessuno: ne andrebbe di mezzo il buon nome della Svizzera, della SUVA e delle istituzioni tutte... Finché non ci sono condanne si può continuare a dire che la mafia non esiste! Qui solo marmotte che incartano la cioccolata e caprette che fanno ciao...
vulpus 1 sett fa su tio
Bisogna proteggere la persona in questione, penso. Vista la grande collaborazione tra polizie,istituita tra Ticino e Italia non dovrebbe essere un problema. Grande responsabilità di questo sistema di gestione dei cantieri va anche al committente i quali ben se ne sono fregati di verificare le aziende alle quali è stato deliberato. L'importante è fare in fretta e a basso prezzo. I consorzi targati CH sono stati scartati. E i sindacati che ora proclamano, fanno benissimo. Avrebbero potuto svegliarsi prima durante i lavori. Gli abusi si sono protratti per anni e non all'ultimo mese. Ma forse conveniva fare silenzio allora?
SosPettOso 1 sett fa su tio
@vulpus A Sigirino, durante i lavori, i sindacalisti di UNIA e OCST arrivavano assieme a braccetto, si "spartivano" i nuovi arrivati e poi andavano in riunione con la direzione per "reclamare". Di fatto non cambiava mai niente. Ogni mese ne veniva licenziata una trentina e ne venivano assunti altri solo per tenere sotto pressione chi rimaneva.
volabas 1 sett fa su tio
Un altro tassello verso il degrado della svizzera ; non hanno niente da dire i capoccioni della politica in questo caso? Ah gia' meglio non rischiare, le votazioni sono vicine..ma andate a c.....
mats70 1 sett fa su tio
Metodi di lavoro all'italiana
tip75 1 sett fa su tio
il ticino come cosanostra....ogni volta che si indaga escono altarini....VERGOGNA
Maurizio Roggero 1 sett fa su fb
Oh toh, ma guarda un po’...
KilBill65 1 sett fa su tio
"Quando si ricevono le minacce, vuol dire che siamo vicini alla verita'"...…..Non mollate sara' difficile ma che la magistratura faccia il suo corso…..
F/A-18 1 sett fa su tio
@KilBill65 Queste minacce sono un tipico metodo mafioso che fa bene intendere quante radici abbiano messo da noi, eppure per il nostro consiglio di stato l'è tut aposct.
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