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BELLINZONA
13.05.2019 - 22:130

"Giù le mani dalle Officine", per il PS è «no»

La sezione di Bellinzona non ha accettato comunque il contributo al finanziamento della campagna

BELLINZONA - La Sezione PS di Bellinzona nella sua ultima assemblea ha affrontato il tema dell’iniziativa “Giù le mani dalle officine” - in votazione il prossimo 19 maggio - approvando a larga maggioranza la risoluzione che invita ad esprimere un chiaro no all’iniziativa. Il contributo al finanziamento della campagna non è però stato accettato.

Nella stessa occasione, il presidente del giorno Luciano Bolis ha ringraziato il presidente uscente Gilbert Jorio, dimissionario per motivi professionali, e ha proposto l’approvazione delle dimissioni di Alberto Casari.

L’assemblea ha in seguito accolto per acclamazione i nuovi membri di comitato: Lisa Boscolo, Michele Egloff, Danilo Forini, Martina Malacrida, Corinne Sala.

Di seguito il testo della risoluzione approvato dall'Assemblea sezionale il 9 maggio 2019:

L'iniziativa "Giù le mani dalle Officine", lanciata nel 2008 come reazione alla decisione delle FFS di chiudere le officine di Bellinzona, è stato uno strumento di pressione politica fondamentale, che ha ottenuto l'appoggio non solo di tutti gli operai ma anche della popolazione e delle forze politiche. Ha permesso di riportare le FFS al tavolo della trattativa e di coinvolgere il Cantone e la città in un progetto con l'obiettivo mantenere in Ticino un importante polo industriale legato alla ferrovia con solide prospettive per il futuro, e cancellare le incertezze che gravitano sul vecchio stabilimento, in difficoltà da tempo.

La contrattazione si è trascinata per alcuni anni con pochi risultati fino alla proposta di uno stabilimento completamente nuovo, da costruire in posizione più adatta, in sostituzione del vecchio stabilimento che per la collocazione, oramai in pieno centro, e per le dimensioni è inadeguato per le esigenze della tecnica ferroviaria moderna.

Un progetto che prevede un investimento di 380 milioni, in assoluto il più importante in Ticino da lunga data, e garantisce al minimo 200-230 posti di lavoro alla partenza (unità a tempo pieno), nessun licenziamento e ben 8 milioni per la formazione del personale che sarà chiamato ad operare nel nuovo stabilimento. Un progetto garantito non solo dalle FFS, ma anche dalla Confederazione, che vi investe 60 milioni.

Il nuovo progetto costituisce la garanzia di lavoro per i prossimi decenni e quindi il futuro degli operai, specialmente dei più giovani.

L’iniziativa prevede che il Cantone costituisca una società mista con le FFS. Qualora le FFS non dovessero accettare la proposta, il Cantone potrà ricorrere a misure di espropriazione dell’attuale sedime delle officine.

La volontà dell'Associazione di portare comunque in votazione popolare l'iniziativa e quindi di far aprire un contenzioso fra il Canton Ticino e la Confederazione avrebbe effetti disastrosi sul futuro del polo ferroviario e sul futuro professionale dei lavoratori delle Officine, in particolare dei più giovani.

Per dare un futuro al polo ferroviario in Ticino e ai posti di lavoro che garantisce è necessario un chiaro NO all'iniziativa.

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