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QUINTO / BERNA
10.03.2019 - 19:510
Aggiornamento : 11.03.2019 - 07:51

Litigi biancoblù: tifosi aggrediti da alcuni ultras

Prima dell'inizio del match contro la squadra di casa, avrebbero mandato via con spintoni, insulti e minacce chi si era posizionato nei posti davanti. A fine match si sarebbero però scusati

BIENNE - Il match di ieri tra l’HCAP e il Bienne non è stato sofferto solo sulla pista, dove i biancoblù hanno perso 3-1, ma anche sugli spalti. Alcuni tifosi leventinesi, giunti in anticipo per trovare «un posto comodo con una buona visuale», sarebbero infatti stati aggrediti a pochi minuti dall’inizio della partita da ultras, tra cui alcuni membri del gruppo La Cricca (composto da svizzero-tedeschi), con la loro stessa “fede”.

«Sono arrivati e con prepotenza ci hanno mandati via - ci racconta una lettrice presente a Bienne -. Hanno aggredito una coppia con 2 bambini. Una ragazza è stata sbattuta a terra e suo fratello, che cercava di difenderla, è stato insultato pesantemente. Minacciavano la gente “o vi levate con le buone oppure vi spostiamo noi”».

Sono molte le testimonianze che si possono raccogliere anche sul web: «Sono stati capaci di mettere le mani addosso a una signora di 80 anni. Un amico ha tentato di difenderci, gli sono saltati addosso in quattro».

Molti tifosi erano arrivati alla pista attorno alle 18.30, alcuni con i bus organizzati dai fan clubs, altri autonomamente. Si erano posizionati davanti, in modo da assistere al primo match dei playoff da una posizione “comoda”. Ma gli ultras hanno pensato bene - a cinque minuti dall’inizio - che quei posti spettavano loro di diritto e avrebbero potuto impossessarsene con la violenza.

I commenti dei tifosi sono concordi: «È una vergogna» e pare che purtroppo questi episodi non siano così rari. «Per questo vado a vedere una partita in meno, ma in tribuna» scrive qualcuno. «Gridano e parlano per la libertà e loro sono i primi prepotenti», commenta qualcun’altro. «Arrivano all’ultimo momento, ti spingono via a colpi di spallate e ti insultano pure, non li vogliamo più in curva».

E alla luce di quanto accaduto, c’è anche chi si domanda come mai nessuno sia intervenuto. Né della sicurezza HCAP, né del Bienne. Come la nostra lettrice, che paragona l’episodio di ieri con i metodi di sicurezza adottati ad esempio a Zugo, dove grazie a questo ha potuto assistere tranquillamente a una partita.

Fatti come quelli di ieri riaprono la discussione sull’implemento dei sistemi di sicurezza, come il sistema d’identificazione fotografico dei tifosi all’ingresso degli stadi voluto da Norman Gobbi. «Io sono a favore della tessera o della foto», si legge su Facebook. E ancora: «Se non si ha niente da nascondere, non mi sembra un limite alla propria libertà, come invece lo è essere maltrattati da dei vili».

Contattato, l'addetto stampa dell'HCAP non era a conoscenza dell'accaduto e non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Mentre gli ultras protagonisti dell'increscioso gesto, grazie alla mediazione di un membro della GBB, si sarebbero alla fine scusati per il loro comportamento con gli altri tifosi.

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