Foto lettore Tio.ch/20 minuti - Salvatore
CANTONE / ITALIA
26.12.2018 - 18:320
Aggiornamento : 20:26

Da Bellinzona in Sicilia per Natale: «Ballava tutto, siamo usciti al freddo»

Salvatore ci racconta la brutta esperienza vissuta questa notte con la scossa di magnitudo 4.8. La parete di casa è crollata. «Ora andiamo a Catania»

VIAGRANDE - «È stato tremendo, ballava tutto e abbiamo temuto che arrivasse una scossa ancora più forte e crollasse il mondo». È con queste parole che Salvatore racconta la brutta esperienza vissuta questa notte, quando alle 3.19 una scossa di magnitudo 4.8 ha colpito il Catanese.

Salvatore abita a Bellinzona e si è recato in Sicilia, sua patria, per le feste di Natale. «Noi per fortuna stiamo bene, ma non posso dire lo stesso per altre persone».

L’epicentro della scossa si trova proprio tra Trecastagni e Viagrande, dove si trova Salvatore. Le persone sono uscite dalle loro case e si sono riversate in strada. «Avevamo paura che venisse giù tutto e siamo usciti, siamo andati in piazza. Faceva davvero molto freddo, ma i soccorsi sono fortunatamente arrivati quasi subito».

A Viagrande, paesino collinare, Salvatore ora non si sente al sicuro. Una parete della sua casa è crollata. Dall’inizio dell’attività dell’Etna complessivamente nella zona sono avvenute quasi 60 scosse con magnitudo superiore a 2.5. Sette tra le 3.19 di stanotte e le 17.22 (l'ultima di magnitudo 2.8). «Stiamo scendendo verso Catania. Staremo qui in Sicilia fino al 6 gennaio, ma ora abbiamo paura». I danni alla casa, anche se fortunatamente tutti stanno bene, creano profondo dispiacere: «È il risultato di tanti sacrifici».


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La casa di Salvatore dall'esterno, con la parete crollata

«Non si può stare tranquilli» - Proprio come 16 anni fa - alle 3.21 del 6 settembre 2002 Palermo fu svegliata da una scossa di magnitudo 5.6, due persone morirono d’infarto per lo spavento -, il versante Est dell'Etna si muove a seguito delle intrusioni magmatiche legate all'eruzione cominciata la mattina del 24 dicembre, spiegano dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) . 


Foto lettore Tio.ch/20 minuti - Salvatore

La scossa di stanotte, preceduta da uno sciame sismico iniziato verso mezzanotte, «non lascia tranquilli»: «Ricorda quella dell'ottobre del 1984 che provocò un morto a Zafferana Etnea - precisa il direttore dell'Ingv di Catania, Eugenio Privitera -. È sempre la faglia di Fiandaca, che quando si muove è pericolosa».

600 sfollati - Sono seicento gli sfollati per il terremoto. È il dato emerso dalle richieste presentate alla Regione Sicilia che, per poter accogliere gli sfollati, ha redatto una convenzione con Federalberghi, l'associazione di categoria italiana del settore alberghiero.

Altre persone che, pur non vivendo in case dichiarate inagibili, hanno paura a rientrare a casa saranno ospitate in palazzetti dello sport dove potranno trascorrere la notte.

 

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