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MINUSIO
15.12.2018 - 18:000

«Ci hanno "sequestrato" la figlia prima di partire per le vacanze»

Juljia Boikova e Giuseppe Ruberto sono i genitori di una ragazzina di 11 anni prelevata, a sorpresa, durante le lezioni scolastiche, dall'Autorità regionale di protezione: «Rivogliamo la nostra bimba»

MINUSIO – Ancora polemiche sull'operato delle Autorità regionali di protezione (Arp). Stavolta il caso riguarda quella di Minusio ed è piuttosto controverso. Nel primo mattino di ieri, venerdì, una ragazzina di 11 anni sarebbe stata prelevata, a sorpresa, dall'autorità durante le lezioni scolastiche. Il motivo? Fare una valutazione psico sociale della bimba, che oggi, sabato, sarebbe dovuta partire in vacanza con la mamma, per Singapore, in crociera. A denunciare l'episodio sono Juljia Boikova e Giuseppe Ruberto, genitori dell'undicenne. Separati, ma in buoni rapporti tra loro. «Ci hanno “sequestrato” la figlia il giorno prima di andare in vacanza – dice la madre –. È scandaloso. La lettera su questa misura al mio avvocato è arrivata in tarda mattinata, due ore dopo il fatto. Non si poteva già fare più niente».

Il papà approvava il viaggio – La bambina attualmente si troverebbe in un centro di Mendrisio, per accertamenti. «Non possiamo avere contatti con lei – spiega papà Giuseppe –. Non sappiamo neanche come sta». «Io ho saputo di quanto era accaduto solo a mezzogiorno di venerdì – aggiunge mamma Juljia –. Sono arrivata a scuola e il direttore mi ha subito consolata. La bimba doveva venire in vacanza con me. E il papà era d'accordo. L'Arp era informata da un mese di questa nostra intenzione. Se dovevano fare degli accertamenti, li potevano fare subito, e non in questo modo».   

Il retroscena – Ma come sono arrivati Juljia e Giuseppe nell'orbita dell'Arp? Juljia, che vive a Orselina con la figlia, confessa di avere avuto un burnout a inizio 2018. «E in quel periodo ho pure abusato di alcol in un paio di occasioni». A un certo punto Giuseppe, che abita a Biasca, chiede l'intervento delle autorità, avanzando l'ipotesi di un affidamento congiunto. «Sì – ammette il padre –. L'ho fatto per il bene di nostra figlia, perché in quel momento Julia era in difficoltà. Poi, col passare dei mesi, la situazione è migliorata».   

Sotto osservazione – Il “problema” è che da quell'istante gli occhi dell'Arp saranno puntati costantemente su Juljia. «Da mesi passo una vita d'inferno. Devo sempre fare i test dell'alcol e degli stupefacenti. Mi trattano come una matta con dipendenze da alcol e droga. Sono comunque una persona seria, ho un lavoro come contabile. Avevo solo avuto un periodo di crisi e ho bevuto solo in occasione di due feste, non è giusto». 

Situazione di stress – Nel frattempo, la bimba viene sentita da specialisti. Il suo profilo sembra comunque buono. L'undicenne non sembra avere particolari danni psicologici derivati dalla situazione di stress vissuta dai genitori. Difficile dal racconto esasperato di Juljia e Giuseppe capire se ci siano dettagli importanti omessi, magari anche volutamente. Quello che è certo è che ieri mattina attorno alle 8.30, in una classe delle scuole medie di Minusio, sono arrivati alcuni collaboratori dell'Arp e hanno portato con sé una ragazzina. «È un incubo – sospira Juljia –. Qualcuno ci aiuti. Rivogliamo nostra figlia».  

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