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SAVOSA
29.11.2018 - 16:300
Aggiornamento : 17:59

Chiude l’asilo nido Peter Pan: «Hanno avvisato le mamme, non noi dipendenti»

Una situazione già da tempo critica precipita improvvisamente. Massimo Mantovani del sindacato Vpod: «Ce lo aspettavamo, ma questo atteggiamento lascia allibiti»

SAVOSA - Dopo 27 anni di attività l’asilo nido Peter Pan di Savosa sta per chiudere i battenti. Stando a quanto ci riferiscono alcune dipendenti, al 31 dicembre cesserà la sua attività.

Se le difficoltà dell’asilo non erano del tutto sconosciute, ciò che risulta singolare è che le collaboratrici non sarebbero state avvisate dell’imminente chiusura. «Lo abbiamo saputo dalle mamme. Noi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione».

Carenze strutturali - La struttura da tempo soffre di carenze di vario genere. «Manca la carta dei servizi, non vengono rispettati i protocolli di sicurezza. Persino il mobilio è assente o fatiscente, tanto che siamo arrivate a comprare noi giocattoli e mobili». Le Autorità erano già intervenute chiedendo alla dirigenza di aggiustare il tiro. L’incapacità nel trovare una sede idonea ha ulteriormente peggiorato la situazione dell’asilo. Tanto che la chiusura era da tempo nell’aria.

Ciliegina sulla torta gli attriti tra la dirigenza e le dipendenti, sfociati ad inizio anno con un licenziamento collettivo poi ritirato sotto richiesta del sindacato e degli stessi genitori dei bambini per «assenza di prove» (le dipendenti venivano accusate di furto di frutta e verdura).

«Un comportamento che lascia allibiti» - «Il problema è certamente una mancanza di correttezza da parte di chi gestisce quella struttura», sottolinea Massimo Mantovani del sindacato Vpod. «Non può che lasciare allibiti un atteggiamento del genere. Negli ultimi mesi tra l’altro i salari vengono pagati a spizzichi e bocconi e sempre sotto insistenza da parte nostra. E le ultime raccomandate ci sono tornate indietro. Così rischiamo di dover finire in Pretura per pochi spiccioli».

Mantovani condanna l’atteggiamento della dirigenza nei confronti delle dipendenti:«Sono state accusate di non avere a cuore l’asilo. Nonostante abbiano speso soldi di tasca propria per mettere delle toppe alle troppe lacune. Insomma, c’è un vero e proprio casino organizzativo dietro questa dipartita».

Caso non isolato - Per il sindacalista quello del Peter Pan è un caso «mai sentito». Ma non è l’unico asilo in difficoltà: «Siamo a conoscenza di situazioni con stipendi bassi o un importante turnover del personale. A fine agosto ha chiuso un asilo a Dino, e l'edificio messo all’asta. Si spera che con il nuovo pacchetto di fondi stanziati dalla riforma sociale fiscale arrivino più soldi. Da parte nostra abbiamo chiesto maggiori controlli e stiamo discutendo per un contratto collettivo».

La lettera inviata ai genitori dei bambini

La dirigenza della struttura (che è stato impossibile contattare per una reazione), così ha giustificato la chiusura nella e-mail ai genitori:

«Le trattative per il trasferimento della nostra organizzazione a Massagno sono state bruscamente interrotte da un improvviso aumento dei costi da parte del proprietario dell'immobile. All'ultimo momento ci era stato offerto un nuovo sito (...) e una richiesta in questo senso era stata inoltrata al Cantone. Questo ha però inserito un nuovo elemento di insicurezza nel personale e nei clienti. Il personale si è sentito infastidito della situazione incerta (...), mentre per i clienti i tempi erano oltremodo stretti e quelli che non potevano permettersi di aspettare senza garanzie di continuità si sono cercati un'alternativa. Altri, invece, ci hanno minacciato senza mezzi termini di avanzare vie legali e pretendere il giusto indennizzo. È stata soprattutto questa minaccia che ci ha portato a scegliere l'unica via possibile,  chiudere definitivamente l'asilo il 31 dicembre 2018».

10 mesi fa «Il nido non avrà posto per il mio bimbo»
Commenti
 
Laila Berger 5 mesi fa su fb
Bello schifo! Come si può mandare bambini di pochi mesi in strutture del genere?
Gloria Bergamo 5 mesi fa su fb
Cosa dire....
Tiffany Ty 5 mesi fa su fb
E non è l'unico...
Elena Luce 5 mesi fa su fb
Ah dai? Cascano tutti dalle nuvole! Pieno di frontaliere, non c è un contratto collettivo, le persone che lavorano in questo settore vengono sfruttate per stipendi da fame e non tutelate. È da anni e anni che funziona così male questo settore e si lavora con bambini di pochi mesi. Zero serietà delle istituzioni.
Alessia Fontana 5 mesi fa su fb
Elena Luce ben detto
Roberto Tambone 5 mesi fa su fb
È colpa dei frontalieri o di chi assume? Poi a quanto pare erano le frontaliere che voi odiate a comprare materiale
Elena Luce 5 mesi fa su fb
Roberto Tambone no no di chi assume mica delle ragazze anzi! Però è un settore alla selvaggia! Non odio nessuno e tu?
Cristina Stellante 5 mesi fa su fb
Premetto che in questo asilo solo la direttrice viene dall'Italia. Le altre sono tutte svizzere
GI 5 mesi fa su tio
ha veramente dell'incredibile.....
TheOsage 5 mesi fa su tio
Ma la tanto decantata votazione sugli sgravi fiscali legata ai benefici per chi lavora negli asili nido? Una Bufala? Ricordo che molti sindacati hanno spinto per votarla per il motivo di cui sopra.
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