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MONTECENERI
31.10.2018 - 14:170
Aggiornamento : 02.11.2018 - 06:34

Ragazza aggredita dal motociclista, il testimone: «Sferrava un pugno dietro l'altro»

Parla il 50enne che ha sedato l'aggressione consumatasi il 23 ottobre all'imbocco dell'A2 di Rivera. Testimonierà a favore della giovane automobilista

MONTECENERI - Il coraggioso 50enne, intervenuto per bloccare il violento centauro che martedì 23 ottobre ha aggredito una giovane automobilista prendendola a pugni per un sorpasso, si è fatto avanti pronto a fornire la sua testimonianza. È proprio grazie all'articolo pubblicato da Tio/20minuti che l'uomo è riuscito a rintracciare la ragazza mettendosi a disposizione.

Contattato al telefono, di fatto conferma la versione della giovane aggredita. «Quando mi sono avvicinato ho notato l'auto accostata sulla corsia d'emergenza, all'imbocco dell'A2 di Rivera, e la moto, poco più avanti, di traverso, che in parte ostruiva la corsia di marcia».

Ad attirare l'attenzione dell'uomo è stata soprattutto la scena che si stava consumando: «Il busto del motociclista era dentro l'auto, quell'uomo stava sferrando un pugno dietro l'altro». Il 50enne non ha esitato: «Sono sceso dall'auto e mi sono avvicinato. Ho gridato chiedendo al centauro se non si vergognasse a picchiare una donna».

L'intervento inatteso mette fine alla violenza: «Il motociclista è arretrato. Prima ha cercato di giustificarsi affermando che stava solo cercando di toglierle la cintura, poi è salito in moto e, di fatto, è scappato».

Quella che trova nell'auto è, per sua descrizione, una ragazza sotto shock: «Tremava come una foglia, era in lacrime, sconvolta». Nella foga, anche il 50enne dimentica la targa della moto: «Posso solo dire che non era un'Harley, ma una di quelle moto di grossa cilindrata carenate, da turismo. Sella larga, color amaranto. L'uomo, forse un po' più giovane dei 70 anni attribuiti dalla ragazza, aveva uno di quei caschi ad elmetto».

Questa sera il 50enne sarà interrogato dalla polizia: «Spero che la mia deposizione sia utile affinché quest'uomo venga identificato e gli venga quanto meno fatto un discorsetto. Ciò che è accaduto è inammissibile». 

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