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LUGANO
25.07.2018 - 19:100
Aggiornamento : 26.07.2018 - 08:46

«Il blackout è costato anche decine di migliaia di franchi alle aziende»

Per Stefano Modenini, direttore dell'Associazione degli Industriali Ticinesi, l'interruzione di corrente di ieri è «inammissibile»

LUGANO - A poco più di 24 ore dal blackout che ieri ha interessato il Sottoceneri, c'è già chi cerca di contare i danni. «Il problema principale che per noi si pone è la perdita di ore di lavoro», spiega Stefano Modenini, direttore dell'Associazione degli Industriali Ticinesi (AITI), ai microfoni di RFT.

«Ci sono reparti di aziende che si sono dovuti bloccare. Le ore di lavoro perse sono quantificabili a seconda del numero di lavoratori per azienda. Il danno può raggiungere facilmente anche qualche decina di migliaia di franchi», aggiunge Modenini.

Il direttore di AITI cita quindi gli «effetti a cascata» derivati indirettamente dall'interruzione di corrente. «Abbiamo un'azienda in cui si è bloccato il magazzino quindi la merce non è potuta partire. A seguito di questi eventi, inoltre, si innescano delle procedure che riguardano la verifica di dati a livello informatico, o la sicurezza dei prodotti. Devono, insomma, essere eseguite dei controlli che richiedono tempo. Ore di lavoro supplementari che l'azienda deve pagare».

Per Modenini quanto accaduto è «inammissibile». «Non è possibile che un errore umano abbia tali conseguenze», conclude. Una stima totale del danno, per il direttore dell'AITI, non è calcolabile: «Un'azienda ci ha riferito di un danno attorno ai 50mila franchi. Insomma, importi non indifferenti».

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