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TERZA GIORNATA

«Per Michele Egli era crollato un mito»

La terza giornata del processo per il delitto di Stabio si è conclusa con il primo intervento della difesa. In mattinata l'accusa aveva chiesto il carcere a vita

LUGANO - Quella sera del 14 ottobre 2016 a Stabio Michele Egli aveva scoperto «la parte oscura» della cognata, «che era arrabbiata, molto arrabbiata». Non era la donna da lui idealizzata, «dolce e angelica». E lo sconcerto lo ha spinto a colpirla, a ucciderla. «Sapeva che stava sbagliando, ma non aveva la forza di fermarsi». Lo ha spiegato ieri alle Criminali il dottor Carlo Calanchini nell'ambito del processo al 43enne accusato dell'uccisione di Nadia Arcudi.

Una perizia psichiatrica, quella del medico, che a favore dell'imputato prevede una scemata imputabilità di grado lieve. Ma oggi la Corte comunicherà se intende accettarla oppure ordinarne una nuova. Nella giornata di ieri il giudice Amos Pagnamenta non ha infatti mancato di manifestare perplessità sulle conclusioni dell'analisi, che si baserebbero soprattutto sui fatti così come raccontati dallo stesso imputato. «Spetta alla Corte stabilire se stia raccontando la verità» ha sottolineato.

La decisione sarà comunicata alle 9.30. Se la perizia sarà accettata, la parola passerà all'accusa e alla difesa.

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17:51

La terza giornata del processo per il delitto di Stabio si è conclusa con il primo intervento della difesa. Domattina alle 9 la parola passerà all'avvocato Luca Marcellini, che si concentrerà sulla commisurazione della pena.

17:50

Nel suo intervento, l'avvocato Maria Galliani ha dunque insistito sulla mancanza di premeditazione e ha sottolineato che l'imputato non ha agito senza scrupoli. Per la difesa si tratta quindi di omicidio intenzione, non di assassinio.

17:41

Dopo il fatto di sangue, l'imputato aveva cercato di continuare a vivere normalmente. Come si spiega? «Un comportamento sicuramente orribile - afferma Galliani - ma Michele Egli aveva azionato i meccanismi difensivi compatibili con la personalità rilevata dal perito psichiatrico e il suo livello di maturità preadolescenziale». Non si è però comportato come un assassino, «che godrebbe dell'uccisione».

17:35

L'azione omicida, secondo la difesa, non può essere scissa in due momenti distinti, ossia il colpo con la bottiglia di vetro e poi lo strangolamento con la sciarpa. «Michele Egli si è sicuramente reso conto che stava facendo qualcosa di potenzialmente letale, ma non ha agito con mancanza di scrupoli».

17:26

Galliani: «Quella sera Michele Egli si è trovato confrontato con una Nadia che non collimava nemmeno lontanamente con l'immagine che lui alimentava da anni. Nadia era disperata per la questione della casa e aveva riversato la sua frustrazione sul cognato, accusandolo di essere come gli altri». Posto di fronte a una situazione di conflitto per lui molto importante, «in Egli ha agito il suo sconcerto e ha avuto inizio la "reazione acuta da stress" di cui parla il perito». La difesa aggiunge: «Il suo mondo era andato in frantumi».

17:20

Galliani ribadisce che non vi era premeditazione: «Egli ha ucciso sul momento».

17:15

La bottiglia vuota di birra che Michele Egli aveva portato con sé nello zaino? La difesa: «Ce l'aveva per altri motivi. Oggettivamente nessuno pianificherebbe di uccidere una persona con una bottiglia».

17:14

«Voleva assicurasi che nonostante le discussioni attorno alla villetta, il suo rapporto di fiducia con Nadia fosse invariato: è questo il motivo per cui Egli quella sera è andato a trovare la cognata» ribadisce la difesa.

17:05

«Sin dalle prime battute dell'inchiesta era emersa la questione del valore della villetta di famiglia» così Galliani. «Quella sera del 14 ottobre 2016 Egli voleva evitare di assistere all'ennesima discussione, ma voleva comunque incontrare Nadia per trovare la conferma del suo ruolo di "difensore"».

17:04

L'avvocato Galliani afferma che l'atto d'accusa non parla di premeditazione. E sottolinea che proprio la premeditazione sarebbe un elemento a sostegno della tesi dell'assenza di scrupoli.

17:02

Galliani: «Il comportamento di Michele Egli prima, durante e dopo il fatto è stato quello di un omicida. In una valutazione complessiva delle circostanze non emerge l'assenza di scrupoli che caratterizza l'assassino».

16:58

La difesa passa quindi alla questione centrale: l'accusa di assassinio. «Si parla di assassinio quando c'è assenza di scrupoli, ma per determinare questo elemento è necessario un apprezzamento globale delle circostanze in cui è avvenuto l'atto» afferma Galliani.

16:52

Galliani: «Sulla base degli elementi disponibili agli atti, Michele Egli ha effettivamente mandato i soldi nelle Filippine». La difesa chiede il proscioglimento dal reato di truffa.

16:51
16:48

Viene integralmente contestata, da parte della difesa, l'accusa di truffa. In quanto Michele Egli non avrebbe avuto intenzione di truffare qualcuno con la raccolta di fondi destinati ad aiutare una persona malata. «L'imputato ha dichiarato di aver versato i soldi a favore della persona interessata» afferma Galliani. «Bisogna stabilire se la storia è stata inventata da Egli e se ha utilizzato i soldi per scopi diversi». La difesa parla dunque di uno scambio di messaggi tra l'imputato e una persona nelle Filippine. Uno scambio in cui si fa anche riferimento all'invio di soldi.

16:41

Dapprima l'avvocato Galliani si concentra comunque sulle malversazioni che Michele Egli aveva commesso ai danni della SUPSI.

16:39

La difesa contesta il reato di assassinio: «Si deve parlare di omicidio intenzionale».

16:34

Galliani premette che l'intervento della difesa si basa sui fatti descritti nell'atto d'accusa. «Fatti su cui si è basato anche il perito psichiatrico, non aveva altro su cui basarsi».

16:30

L'avvocato Maria Galliani è pronta per il suo intervento difensivo.

15:13

Il dibattimento è sospeso fino alle 16.30, quando per la difesa prenderà la parola l'avvocato Maria Galliani.

15:00

Luraschi: «Per il mio assistito questo dibattimento è una tappa obbligata per riuscire perlomeno a convivere con quanto accaduto».

14:57

La parola passa a Claudio Luraschi, rappresentante legale del fidanzato. Fidanzato che in questi giorni è seduto tra il pubblico.

14:47

Rossi: «Michele Egli ha mostrato totale disprezzo per la vita altrui».

14:37

Rossi: «La madre e la sorella della vittima si sono ritrovate sole a dover fronteggiare una situazione tragica».

14:33

Il dibattimento si riapre con gli interventi degli accusatori privati. Dapprima parla l'avvocato Stefano Rossi, rappresentante della moglie e della suocera dell'imputato Michele Egli.

12:24

La requisitoria della procuratrice pubblica Pamela Pedretti è dunque terminata. Il processo riprenderà alle 14.30. Nel pomeriggio prenderanno la parola i difensori Maria Galliani e Luca Marcellini.

12:14

L'accusa chiede la condanna per assassinio e per i reati finanziari ai danni della SUPSI. E chiede una pena detentiva a vita.

12:08

«Non si può parlare di sincero pentimento. Ma di sincero timore per quelle che saranno le conseguenze nella sua vita» così Pedretti.

12:06

Pedretti: «Da parte dell'imputato non c'è stata collaborazione piena, le sue sono state soltanto semplici ammissioni».

12:04

«La colpa di Egli è estremamente grave, non ci sono dubbi. Ha ucciso una persona a cui voleva bene come una sorellina, una persona con cui aveva un ottimo rapporto. Per futili motivi» così l'accusa.

11:54

L'accusa: «Egli è stato crudele, spietato, disumano. Per salvare la propria reputazione ha tolto la vita alla cognata».

11:52

Michele Egli ha agito con modalità «particolarmente perverse» continua la procuratrice. «Ha colpito la cognata alle spalle, con una tremenda bottigliata. E quando lei incredula, dolorante e indifesa gli chiedeva cosa avesse fatto, lui sempre agendo alle sue spalle le mette la sciarpa attorno al collo e la strangola».

11:49

«Michele Egli sostiene di averla colpita per farla stare zitta. Ma nel momento in cui l'ha colpita lei non stava parlando e non lo stava nemmeno guardando» afferma Pedretti, sottolineando che l'imputato ha agito per futili motivi. E che dunque debba essere condannato per assassinio.

11:45

Pedretti: «Michele Egli ha agito senza scrupoli, a sangue freddo, con un egoismo primitivo».

11:09

Per fare luce sulla morte di Nadia Arcudi, gli inquirenti hanno passato al settaccio la vita di Michele Egli. «E sono emersi elementi che hanno lasciato allibiti tutti» spiega Pedretti. «Egli intratteneva relazioni di natura sessuale con amiche virtuali, praticava il sadomaso e aveva nascosto nella doccia delle microcamere». E le indagini hanno anche permesso di scoprire le malversazioni ai danni della SUPSI.

11:03

«Contrariamente a quanto vuole farci credere, Michele Egli non ha avuto nessun crollo alla notizia della morte di Nadia» sostiene Pedretti. «Ha continuato a comportarsi come al solito, anche aggiornando le sue amiche virtuali, mentre gli altri piangevano la morte della donna».

10:59

«Nei giorni successivi all'uccisione della cognata - ricorda la procuratrice - Michele Egli si preoccupa dell'operazione di depistaggio». In particolare inviando messaggi alla vittima. E nel pomeriggio di sabato aveva anche percorso la provinciale lungo la quale aveva abbandonato il corpo, «per accertarsi se il corpo era stato ritrovato». E definisce il depistaggio come «agghiacciante».

10:54

«I dati del dispositivo Fitbit mostrano che durante l'uccisione di Nadia i battiti cardiaci di Michele Egli non hanno subito alterazioni. Questo a dimostrazione della sua totale freddezza» così la procuratrice Pedretti.

10:52
10:51

«La lucidità mentale di Michele Egli mette i brividi» afferma la procuratrice, ripercorrendo i gesti successivi all'uccisione di Nadia. Egli era anche tornato a casa Arcudi per chiudere una porta «che si era ricordato di avere lasciato aperto».

10:49

Pedretti: «Ha gettato il corpo di Nadia in una scarpata, come fosse immondizia».

10:46

Pedretti: «Dopo aver ucciso la cognata, Michele Egli ha anche avuto il coraggio di guardare nel borsellino della vittima e di rubarle del denaro».

10:41

Il tutto è durato un quarto d'ora: quindici minuti dopo essere entrato in casa Arcudi, ricorda la procuratrice, Michele Egli ha preso il cellulare della vittima per inviare un messaggio al fidanzato. Un messaggio in cui gli scriveva, da parte di Nadia ormai morta, che quella sera non sarebbe arrivata per cena, poiché non stava bene.

10:40

Pedretti: «Michele Egli ha smesso di stringere la sciarpa soltanto quando era certo che Nadia non si muoveva più».

10:38

Pedretti: «Dopo aver colpito la cognata con la bottiglia, Michele Egli non ci ha pensato due volte: si è tolto la sciarpa, l'ha avvolta attorno al collo della vittima e ha stretto per alcuni minuti».

10:35

Michele Egli ha colpito Nadia con una bottiglia di vetro. «Per undici mesi ha sostenuto fermamente che quella bottiglia si trovava già nella stanza della vittima» ricorda la procuratrice Pedretti. Soltanto le tracce di DNA trovate sulla bottiglia lo hanno poi «costretto» ad ammettere che si trovava nel suo zaino. «Tra la decisione di colpirla e l'azione stessa sono passati degli istanti, istanti sufficienti per constatare che nella stanza non c'era nessun oggetto adatto e per ricordare che nello zaino aveva una bottiglia».

10:32

Pedretti: «Dagli atti sappiamo, sulla base di quanto dichiarato dal fidanzato, che Nadia quella sera era tranquilla». Michele Egli ha comunque detto che la vittima lo aveva accusato con rabbia di non aiutarla a sufficienza nella questione per l'assegnazione della villetta di famiglia. «Non sapremo mai cosa si sono veramente detti in quella stanza» sottolinea la procuratrice.

10:27

Pedretti: «Ma perché Michele Egli ha ucciso Nadia?». La procuratrice sottolinea che nella famiglia Arcudi vi erano delle tensioni in relazione alla vendita della villetta di famiglia. E che quella sera voleva portare un regalo alla cognata: il buono per il concerto dei Coldplay. Sperava di farla felice. E di evitare nuovi discussioni sulla villetta, come dichiarato dallo stesso imputato.

10:20

Dalle 18.54 alle 19.03 di quel 14 ottobre 2016, Nadia era al telefono con il fidanzato. Egli alle 19.04 ha varcato la soglia di casa Arcudi.

Inizialmente Michele Egli, ricorda la procuratrice, aveva dichiarato alla polizia di aver trovato Nadia già morta. Soltanto in seguito l'imputato ha ammesso di averla uccisa, poiché le prove erano schiaccianti.

10:16

La procuratrice Pedretti sta ripercorrendo la ricostruzione dei fatti effettuata dagli inquirenti, che si era velocemente incentrata su Michele Egli. E legge i suoi ultimi messagi per la cognata Nadia: «Mi piacerebbe vederti cinque minuti per darti qualcosa». E nel frattempo organizzava una cena con la suocera e la moglie. Anche se in un seguente messaggio a Nadia diceva che quella cena era stata chiesta dalla figlia.

10:04

Pedretti: «La morte di Nadia Arcudi ha scosso l'intero cantone, suscitando l'impatto mediatico nazionale e internazionale. Con questo processo la Corte è chiamata a mettere la parola fine a questa triste vicenda».

10:03

La parola passa dunque all'accusa, rappresentata dalla procuratrice Pamela Pedretti, per la requisitoria.

10:01

La Corte ha deciso che la perizia è ai limite della non utilizzabilità. Per l'economia del processo non ne sarà ordinata una nuova. Ma nella decisione finale non esiterà a discostarsi dalle conclusioni della perizia.

09:59

Il giudice Pagnamenta parla dunque di abuso di competenze, visto che lo psichiatra giudiziario Carlo Calanchini ha basato la sua perizia in particolare sui fatti. «Il compito del perito non è di condurre un'inchiesta parallela, bensì di stabilire se vi era un disturbo psichico».

09:57

Il giudice: «Non può lasciare che basiti che un documento concernente fatti gravi sia carente di aspetti formali fondamentali».

09:53

Il giudice: «La perizia presenta diversi problemi formali e metodologici».

09:51

Le porte dell'aula si sono aperte. Parti e pubblico si sono accomodati in attesa della comunicazione della Corte.

09:36

La Corte è entrata un attimo fa in aula. Le parti, il pubblico e i giornalisti sono ancora in attesa all'esterno.

09:31

La seconda giornata del processo nei confronti di Michele Egli si è conclusa, ieri, con l’audizione del dottor Carlo Calanchini. A breve il dibattimento si riaprirà: la Corte, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, comunicherà se la perizia psichiatrica sarà accettata o se ne sarà ordinata una nuova.

In aula l’accusa è rappresentata dalla procuratrice Pamela Pedretti. L’imputato è patrocinato dagli avvocati Maria Galliani e Luca Marcellini.

09:17
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Ultimo aggiornamento: 2018-10-21 02:18:55 | 91.208.130.86