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CHIASSO
15.11.2016 - 08:580
Aggiornamento : 10:33

“Uova d’oro”, anche tre ticinesi tra gli indagati

Il metallo prezioso proveniente da alcune aziende di Valenza Po arrivava nel Cantone per essere trasformato in lingotti

CHIASSO - Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di oro in nero i tredici indagati nell’inchiesta dell’operazione “Uova d’oro” della Guardia di Finanza. Tra di loro figurano anche, come riferisce la Regione, tre ticinesi residenti a Lugano, Coldrerio e Chiasso.

L’oro proveniente da alcune aziende di Valenza Po arrivava in Ticino per essere trasformato in lingotti.

Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato il caposervizio della Sezione antifrode della Dogana svizzera. Il funzionario aveva notato un aumento sospetto di importazione di lingotti all’aeroporto di Agno, per un totale di 25 milioni di euro in meno di tre mesi.

In seguito alle indagini si è scoperto che la base operativa era nella stessa Agno, e ad occuparsi del “traffico” era un ex finanziere. L’uomo era stato fermato il 31 marzo 2013 nei pressi della dogana di Brogeda, mentre con la famiglia entrava in Ticino. I finanzieri, perquisendo l’auto, avevano trovato uova e colombe pasquali, ma nei doppifondi anche undici lingotti d’oro, per un totale di 110 chili e 4 milioni di euro.

Soltanto un mese prima a Sagnino era stato fermato un 63enne di Coldrerio con due lingotti da dieci chili l’uno.

Inoltre, durante tutta l’inchiesta, sono stati confiscati anche altri 9 chili d’oro, 13 quintali di argento e 160’000 euro. Secondo il magistrato i truffatori avrebbero riciclato quasi cinque tonnellate d’oro per un valore di 160 milioni di euro.

 


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