LUGANO
19.10.2015 - 21:030

"Mi sono beccato un bel pugno, ma non sono una femminuccia"

La grinta di Adriano Meoli, 69enne responsabile della sicurezza dello stadio di Cornaredo e protagonista, domenica, di un'eroica azione di fronte alla follia dei tifosi del San Gallo

LUGANO - È l'angelo custode di Cornaredo. Baffi bianchi, sempre elegante, camminata da uomo distinto. Un bel figurino, se non fosse per quell'occhio blu e gonfio. Da domenica sera Adriano Meoli, 69enne ex poliziotto e da una decina d'anni responsabile sicurezza del Lugano calcio, va avanti a impacchi. Deve curarsi dopo il tremendo cazzotto ricevuto da un tifoso del San Gallo inferocito. "Mi sono beccato un bel pugno - conferma -. Ma in fondo ne sono fiero. Non sono mica una femminuccia".

In difesa della gente comune - Domenica 18 ottobre. È da poco terminata la sfida tra Lugano e San Gallo allo stadio di Cornaredo. A un certo punto Meoli si accorge che al posto di prendere la via della stazione, una frangia di tifosi sangallesi si sta dirigendo verso la curva del Lugano con cattive intenzioni. Un disguido inatteso. "A quel punto, dopo avere allertato la polizia, mi sono precipitato sul posteggio esterno per fare rientrare la gente comune all'interno dello stadio, in modo che fosse al sicuro".

Spirito giovane - Dopo questa operazione, Meoli con alcuni agenti di sicurezza restano tra i parcheggi per vegliare sulla situazione. "Io non sono uno che manda avanti gli altri, non mi tiro mai indietro. Ho quasi 70 anni, ma mi sento il fisico di un 30enne. È mio dovere fare in modo che la gente non sia in pericolo allo stadio". A un certo punto Meoli e gli agenti si trovano di fronte alla follia dei sostenitori sangallesi. "Io sono stato colpito all'occhio. Mentre un agente ha ricevuto una sprangata. Per fortuna siamo riusciti a calmare la situazione rapidamente".

Angelo custode - Non è la prima volta che l'angelo custode di Cornaredo rischia grosso. "Una volta, al termine di una partita pareggiata in casa, un tifoso luganese per sfogare la sua rabbia ha lanciato una barriera di metallo verso di me. Solo l'intervento di un poliziotto mi ha salvato".

Sangue freddo - È un uomo tutto d'un pezzo, Meoli. Con il Lugano nel cuore. "Seguo sempre anche le trasferte. Per svolgere questa mansione devi essere una persona molto convinta e con un grande spirito di adattamento. Ma a me non piace fare il protagonista. Queste sono caratteristiche che hanno tutti gli uomini della sicurezza che ogni weekend sono allo stadio con me. Non c'è spazio per gli indugi di fronte alle emergenze e agli imprevisti. Noi vediamo il pericolo, lo valutiamo e poi agiamo nella maniera più rapida possibile".

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