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MEZZOVICO
16.04.2015 - 10:320
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Operaio residente si oppone al lavoro gratuito, licenziato in tronco

Il caso avvenuto alla Casram è stato denunciato da Unia: "Vengono chiesti sacrifici ai lavoratori senza necessità dimostrabili". La direzione: "Abbiamo agito correttamente"

MEZZOVICO - Alla Casram non lavori gratis? Sei licenziato! E' questo il titolo del comunicato stampa diramato giovedì mattina dal sindacato Unia che denuncia un licenziamento giudicato "scandaloso ed inaccettabile" presso la ditta Casram di Mezzovico.

Il licenziamento è stato contestato dal sindacato Unia che avverte: "se il lavoratore non sarà reintegrato con effetto immediato il caso sarà portato davanti ai tribunali per ottenere giustizia". La ditta, come riferisce il sindacato, "ha infatti introdotto una deroga alle disposizioni del contratto nazionale di lavoro che di fatto obbliga il personale a svolgere 45 ore alla settimana, 5 in più e gratuite, rispetto alle 40 ore previste dal CCL".

Un accordo che, come informa Unia, non sarebbe mai stato sottoscritto dalla Commissione d’azienda, "ma accettato da una votazione assembleare vinta con pochi voti perchè organizzata dalla direzione dell’azienda per far cambiare idea ai dipendenti che in prima battuta avevano respinto il principio del lavoro gratuito. Principio contestato in modo particolare dal personale di produzione". Forte di questa che è stata definita da Unia "decisione-imposizione", la direzione non avrebbe dato possibilità di scelta ai lavoratori: “o lavori 5 ore gratuite o prenderemo provvedimenti: ti licenzieremo”.

Licenziamento che ha colpito "un dipendente, per di più residente, che non ha voluto cedere a questi ricatti e soprusi, si è rifiutato di svolgere le 5 ore gratuite, ma ha continuato a rispettare il suo contratto di lavoro che prevede 40 ore settimanali".

La fine del rapporto di lavoro, è stata pronunciata dall’azienda con effetto immediato e questo, come riferisce Unia "dopo aver consultato Swissmem, l’associazione di categoria che ha consigliato in tal senso l’azienda". Il sindacato giudica "l'atteggiamento irresponsabile da parte dell’azienda e di Swissmem che il sindacato Unia condanna con fermezza".

Il sindacato Unia prende inoltre atto che per "Swissmem non conta più la salvaguardia dei posti di lavoro come enunciato, ma preferisce per evidenti ragioni politiche far punire e colpevolizzare con il licenziamento i lavoratori che rivendicano i loro diritti contrattuali".

Secondo Unia con questa decisione Casram "ha un atteggiamento in aperta violazione con il principio contrattuale della pace del lavoro e che apre perciò un nuovo capitolo nell’attacco frontale portato dalle associazioni padronali di categoria e dalle aziende ai diritti dei lavoratori ed ai contenuti del CCL".

"Un atteggiamento di aggressione verso i lavoratori - si legge nella nota - che cambia i rapporti industriali tra sindacato e Swissmem in Ticino e del quale Unia ne prende atto ed agirà di conseguenza".

"Chiedere sacrifici ai dipendenti senza necessità dimostrabili e la conseguente pressione o repressione allorquando i lavoratori non accettano, è diventata un’attitudine ormai fatta propria da troppe aziende che Unia non tollera ed alla quale reagirà di conseguenza", conclude Unia.

L'azienda: "Ho agito correttamente" - L'azienda, da noi sentita telefonicamente, sottolinea dal canto suo di aver agito secondo le regole del contratto collettivo nazionale di lavoro e che la proposta di estendere l'orario di lavoro ad ulteriori cinque ore è stata sottoposta a votazione. La maggioranza dei lavoratori ha accettato la deroga delle cinque ore. "Ho agito correttamente -ci dice al telefono il direttore Antonio Brina - mi sono attenuto alle disposizioni del contratto collettivo nazionale - non posso farci niente se tutti gli altri lavoratori hanno accettato la nostra proposta". A momenti è atteso un comunicato stampa della direzione.

 

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