CANTONE / SVIZZERA
29.09.2014 - 10:310

Appalti della Confederazione, l'italiano non sia più penalizzato

BERNA - La lingua italiana dev’essere rispettata e utilizzata al pari delle altre due lingue ufficiali nelle gare d’appalto della Confederazione e delle imprese para-pubbliche come le FFS, la Posta e la SSR-SRG. Lo chiedono 4 atti parlamentari inoltrati a Berna da due deputati ticinesi e una deputata grigionese.

La Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino (SSIC TI) si batte da anni per chiedere il rispetto della parità di trattamento fra le Regioni linguistiche del Paese. "È infatti capitato, e capita a scadenze regolari, che gare di appalto per costruzioni da realizzare in luoghi dove la lingua ufficiale è l’italiano vengano esperite in tedesco. Sensibilizzato su questo fatto, l’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) ha dato un mandato esterno per analizzare se esistono delle barriere linguistiche in ambito di acquisti pubblici. Per realizzare questo studio sono state interpellate le Camere di commercio e diverse aziende della Svizzera romanda, mentre il Ticino è stato bellamente dimenticato. Questa è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso!" 

SSIC TI, insieme ad altre Associazioni economiche cantonali (Camera di commercio in particolare) ha inviato una lettera di protesta all’UFCL, chiedendo chiarimenti. "La risposta, come prevedibile, non è stata per niente soddisfacente". 

Si è chiesto quindi l'aiuto dei parlamentari italofoni a Berna. Sono stati allestiti 4 atti parlamentari: due mozioni e due interpellanze. Con le due mozioni si chiede al Consiglio federale di modificare la legge, mentre con le due interpellanze gli si chiede di esprimersi in merito. La prima mozione, inoltrata dal Consigliere nazionale Ignazio Cassis e sottoscritta da 82 Consiglieri nazionali, chiede di modificare la Legge sugli acquisti pubblici in modo che tutta la procedura, e non solo (come ora) la pubblicazione sul Foglio ufficiale, avvenga nella lingua ufficiale del luogo d’esecuzione dei lavori. 

La stessa mozione chiede che ciò valga anche per gare d’appalto inferiori a 8.7 milioni di franchi. La seconda mozione, inoltrata dal Consigliere nazionale Fabio Regazzi, chiede al Consiglio federale di intraprendere i passi necessari per subordinare alle stesse regole anche le aziende di proprietà della Confederazione (FFS, Posta, SSR-SRG, Ruag, ecc.).

Le due interpellanze, con le quali si chiedono spiegazioni al Consiglio federale, sono inoltrate dai copresidenti dell’Intergruppo parlamentare ITALIANITA’ in Consiglio nazionale Silva Semadeni (PS, GR) e Ignazio Cassis.

SSIC TI confida ora in una reazione positiva del Consiglio federale. "Seguiremo con attenzione l'iter di questi 4 atti parlamentari, il cui successo garantirebbe, una volta per tutte, di fare in modo che tutte le commesse pubbliche e parapubbliche che si svolgono in Ticino vengano interamente gestite nella lingua ufficiale del luogo, l'italiano".

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