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CANTONE
03.08.2014 - 14:120

Attacchi a Bertoli su Facebook, le condanne dal mondo politico

Paolo Beltraminelli invita al rispetto e all'educazione anche sui social network, Marina Carobbio ricorda che c'è anche "un altro Ticino, che non sbeffeggia"

LUGANO - Il Consigliere di Stato e direttore del DSS Paolo Beltraminelli interviene nella vicenda degli attacchi su Facebook subiti dal Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli.

 

“Facebook è vivo e molto utilizzato” scrive il ministro PPD proprio sul social network appena citato. “È uno strumento eccezionale che ci permette di comunicare con tutti in tutto il mondo in modo istantaneo, grazie alla presenza sempre più capillare del Wifi gratuito e alla diffusione universale del cellulare. Non è riservato a pochi fortunati, è per tutti! Mantenere i legami con la famiglia e gli amici ci permette di superare momenti di nostalgia e difficoltà. Scrivere su Fb ci fa sentire meno soli e ci permette di condividere pensieri ed emozioni”.

 

Ci sono però delle regole da rispettare anche in Facebook, quelle della convivenza civile. “Ma Fb dev'essere utilizzato con precauzione e educazione, senza insultare, rispettando le opinioni altrui, perché siamo e vogliamo restare un paese libero, ricordando chi disse "posso disapprovare quello che dici ma mi batterò (fino alla morte!) affinché tu possa dirlo", è l'essenza della democrazia anche se ci costa spesso molta fatica!”

 

Dello stesso tenore è il commento del capogruppo PLR in Gran Consiglio Christian Vitta: “Rispetto delle persone e sano confronto sulle idee devono ritornare a caratterizzare il dibattito politico cantonale”.

 

Anche il consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi esprime il suo sconcerto per la vicenda: "Ho letto con costernazione del gretto e violento attacco su fb al Presidente del Governo ticinese Manuele Bertoli, a seguito del suo discorso del Primo di Agosto. Sono preoccupato per questo continuo scadimento di tono sui social network e anche sui blog dei vari portali. Denotano un analfabetismo di ritorno nella vita politica cantonale: speravo che l'Ottocento ticinese, in cui le divergenze di opinione venivano regolate a suon di lupara fosse definitivamente alle nostre spalle. Purtroppo non sembra. Parole come quelle sul portale anonimo hanno l'odore della polvere da sparo e pesano come macigni. Agli autori dei volgari attacchi al Primo cittadino del nostro Cantone ricordo che i valori fondanti della democrazia svizzera sono anzitutto il rispetto delle nostre istituzioni e di chi le rappresenta, ma anche il rispetto delle diversità, esse siano di idee, cultura e religione. Se così non fosse stato, noi come ticinesi non faremmo oggi parte della Confederazione elvetica".

 

Netta condanna di questa deriva anche da parte della consigliera nazionale PS Marina Carobbio: “Basta, non si può andare avanti così, con l’insulto, il dileggio, l’attacco personale. Eppure c’è anche un altro Ticino, quello della maggioranza dei ticinesi e delle ticinesi. Che non sbeffeggia, che alla denigrazione preferisce un civile confronto politico per affrontare i problemi del Cantone. Questo Ticino deve però farsi sentire e distanziarsi da questo modo di fare. Si deve dire basta all’insulto verso chi la pensa in un altro modo, basta alle espressioni razziste e violente sul web. A Berna, a settembre durante la sessione autunnale delle Camere federali, sosterrò e porterò avanti quanto richiesto dalla presidente della commissione federale contro il razzismo, signora Brunschwig Graf, affinché il Consiglio federale intervenga con i responsabili dei social network per bloccare e far rimuovere le espressioni razziste sempre più frequenti. E che agiscano anche le autorità politiche ticinesi e il Governo, distanziandosi da coloro che non solo attaccano il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli - che ha espresso una sua opinione sulla quale semmai chi non è d’accordo può dissentire e dibattere civilmente- ma anche negli altri casi di evidente spregio e aggressione verbale”.

 

C'è anche una voce fuori dal coro, non sugli insulti ma sulle affermazioni di venerdì di Bertoli. Il consigliere comunale UDC di Lugano Tiziano Galeazzi ha così commentato su Twitter: “Eh no PS non ci si nasconde cosi facilmente. La provocazione di voler rifare la votazione è arrivata da voi. Ora prendetevi la responsabilità di voler scavalcare la votazione nazionale del 9/2 volendo annullare un'espressione della democrazia diretta”. Galeazzi non si ferma qui: “E' vergognoso che un partito svizzero voglia abolire la volontà popolare per vendersi come una puttana all'UE per 30 denari come Giuda”.

 

Il PLR, con un comunicato stampa, dice “NO al degrado nel dibattito politico!”. Il PLR “ha preso atto con costernazione degli attacchi, inaccettabili e inammissibili, cui è stato bersaglio il presidente Manuele Bertoli a seguito dei contenuti della sua allocuzione per la festa nazionale del Primo agosto”. Il PLR ritiene atteggiamenti di questo genere non hanno nulla a che vedere con i principi di rispetto e libertà di espressione sui quali si fonda il nostro paese, si può non concordare con quanto detto da Bertoli, ma il dissenso va espresso in altro modo, sempre nel rispetto delle persone. “Il PLR stigmatizza questo modo di interpretare il confronto politico”.

 

Sergio Savoia ieri aveva criticato il discorso di Bertoli, ma oggi condanna senza appello la pagina. "Il gruppo FB con gli attacchi vili e idioti a Bertoli è una indecenza senza se e senza ma. Io ritengo che sia possibile e doveroso criticare le politiche senza insultare pesantemente e in modo anonimo le persone. Questo ovviamente vale per tutti in ogni momento e di qualsiasi fede politica".

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