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01.10.2013 - 07:420
Aggiornamento : 22.11.2014 - 10:49

"Sono finiti i bei tempi di Crossair"

Un gruppo di specialisti propone di puntare, all'aeroporto di Agno, al settore business

AGNO – “I bei tempi di Crossair, che disponeva di una vasta rete europea via Zurigo e Basilea, sono ormai tramontati da un pezzo”. Lo sostiene un gruppo di specialisti da anni attivi nel settore, anche all’aeroporto di Agno, a seguito della diatriba tra E-Aviation e Lugano Airport Sa. Una vicenda che sta mettendo a repentaglio i tredici posti di lavoro garantiti dalla società di handling. Il gruppo spiega, infatti, che il mercato in cui opera attualmente lo scalo luganese è profondamente cambiato: “Allora non si parlava ancora di Malpensa 2000 e Orio al Serio, tanto meno di compagnie aeree low cost”.

A Lugano non vale dunque la pena offrire nuove destinazioni? “Gli unici collegamenti che possono essere redditizi sono quelli su Zurigo, come piattaforma di transito, e Ginevra” afferma. “Nel passato – aggiunge – si contano fin troppi tentativi non riusciti di collegare Lugano con voli di linea verso altre destinazioni”. Il gruppo ci ricorda, per esempio, i voli per Monaco di Baviera e Francoforte operati da Lufthansa, il tentativo di Darwin su Parigi, oppure il collegamento con Roma, che è stato più volte ripristinato.

Per la sopravvivenza economica di un aeroporto regionale, evidenzia il gruppo, bisognerebbe raggiungere la quota minima di 500'000 passeggeri all’anno. Come si potrebbe allora salvare lo scalo luganese? “Attualmente il settore dell’aviazione d’affari porta all’aeroporto di Lugano una decina di voli al giorno con un fatturato di 7,5 milioni di franchi. Forse si dovrebbe sviluppare ulteriormente questo settore”.

Sul futuro dell’aeroporto si parlerà comunque, già dopodomani, durante la seduta del Municipio di Lugano. Come ci conferma il sindaco Marco Borradori, l’Esecutivo esaminerà un dossier relativo al futuro dello scalo. Mentre per la settimana successiva è stato chiesto un incontro con la dirigenza di Darwin Airline. “La situazione dell’aeroporto ci sta a cuore” conclude Borradori.

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