Delitto di Daro, gli imputati si raccontano

Alla sbarra al processo di appello i due imputati. Manca la principale imputata
LOCARNO - Si è aperto questa mattina nell'aula penale del Tribunale d'Appello di Locarno il processo in appello del delitto di Daro contro i tre assolti dall'accusa di aver istigato o aiutato il giovane assassino. Assente la principale imputata, Mitra Djordjevic, madre dell'assassino condannato a 4 anni dal Tribunale dei minorenni.
Il processo di primo grado si era concluso con l'assoluzione della principale imputata e di Mario Paiva per mancanza di prove. Condannato in primo grado, 12 mesi con la condizionale per favoreggiamento è stato Kenny Fila, che ha ricorso in appello.
Il dibattimento si è riaperto ripercorrendo la vita di Mitra Djorjevic. L'avvocato difensore ha ricordato che la sua assistita ha smesso di lavorare attorno al 2005/06 perché portatrice di patologie plurime e beneficiaria di una rendita AI del 50% equivalente all'importo di 217 franchi mensili, di cui 55 la rendita per il figlio.
Dopo Mitra è stata la volta di Mairo Paiva. Nato nel 1965 in Angola, antica colonia portoghese, terzo di quattro figli, Paiva era stato espulso dall'Angola nel 1975 con la famiglia per via della guerra.
Tassista insieme al padre, a 18 anni si era arruolato volontario per l'esercito. Nell'85 si trasferisce ad Ascona, dove viveva una ragazza conosciuta per corrispondenza. Nei primi cinque anni in Ticino ha lavorato nell'ambito della gastronomia ed alberghiero. Nel 1990 si è sposato ed ha tre figli. Dopo un tira molla, la moglie se ne ritorna nei Paesi Bassi con i tre figli. Paiva è divorziato e nel 1993 comincia la sua attività di ambulante nei mercati del Ticino e in alcuni della Svizzera. Fino a prima del carcere, Paiva guadagnava circa 3000 franchi, giusto per sopravvivere, pagare gli alimenti e l'affitto. Più difficile, invece, per Paiva pagare l'assicurazione dell'auto o la cassa malati.
"Ora è più difficile, faccio più fatica - spiega Paiva - La gente spende meno e i negozi offrono merce nuova a poco prezzo". Paiva si è trasferito in Leventina. "Il negozio che avevo a Bellinzona, aperto nel 2011, l'ho dovuto chiudere a seguito del carcere".
Paiva ha dei precedenti per ricettazione e falsità in documenti.
Kenny Fila è arrivato in Svizzera a cinque anni come richiedente asilo. Dopo le scuole dell'obbligo (corsi speciali), l'apprendistato non terminato. "Per me era troppo difficile" ha detto Fila. Difeso dall'avvocato Stefano Pizzola, ha raccontato del suo infortunio alla schiena e della rendita Ai. "Ho fatto anche il pittore per un anno, ma la scuola era troppo difficile - ha continuato Fila- E poi avevo dei problemi con il datore di lavoro". Dopo quell'esperienza Fila non ha mai più lavorato. "Sono caduto da un ponteggio quando lavoravo come pittore e da allora ho dei problemi a stare a lungo in piedi che seduto. In seguito, anche a causa dei miei problemi psicologici, di cui ora non voglio parlare, ho chiesto e ho ottenuto la rendita AI. Percepisco una rendita intera di 1.900 franchi. Convivo con la mia compagna da tre anni. Il nostro rapporto dura da 4 anni".
Anche Fila ha dei precedenti penali per aver guidato senza patente e per stalking e per furto d'uso.




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