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Comida: "Ricordiamo a Bertoli la differenza tra democrazia e autocrazia"

La società ribadisce come la sentenza del Tribunale federale non abbia ancora scritto, per loro, la parola fine
Ti-Press (archivio)
Comida: "Ricordiamo a Bertoli la differenza tra democrazia e autocrazia"
La società ribadisce come la sentenza del Tribunale federale non abbia ancora scritto, per loro, la parola fine
LUGANO - "Altro che integralmente respinto!”. Comida ritorna a trattare la questione della gestione dei ristoranti scolastici e punta il dito contro Bertoli. E lo fa citando la sentenza del Tribunale Federale: “Nella misura in c...

LUGANO - "Altro che integralmente respinto!”. Comida ritorna a trattare la questione della gestione dei ristoranti scolastici e punta il dito contro Bertoli. E lo fa citando la sentenza del Tribunale Federale: “Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è parzialmente accolto, la sentenza impugnata è annullata e la causa viene rinviata al Tribunale amministrativo del Cantone Ticino per nuovo giudizio nel senso dei considerandi (…)”.

 

"Anche in questo caso - scrivono - come può, un Consigliere di Stato, sostenere l’assunzione di un numero rilevante di collaboratori in anticipo rispetto ad una decisione che, non solo viene respinta, ma che di fatto e diversamente da quanto ancora una volta egli sostiene, non può essere ad oggi garanzia di sicuro successo. Termini quali federalismo e democrazia diretta vengono sfacciatamente sostituiti, dal Direttore del DECS, con azioni che poco o nulla hanno a che fare con la nostra Costituzione Federale. Arrogarsi il diritto di prelazione sul TRAM è un atto indegno di qualsiasi giustificazione, un abuso di potere che deve essere condannato senza remissione!".

 

"Ci preme ricordare al Signor Bertoli - si prosegue nella nota stampa - che vi è una sostanziale differenza tra democrazia e autocrazia. Se non è stato in grado di portare nulla di concreto nella sua sterile legislatura non può e, soprattutto, non deve arroccarsi dietro una funzione pubblica per promuovere immani aborti concepiti nelle sue bislacche botteghe! Se la nostra Azienda avesse di fatto perso la causa, mal si comprende il motivo per cui dovrà essere proprio lo Stato del Cantone Ticino a rifondere Comida SA con un'indennità a titolo di ripetibili della sede federale, oltre ad una cospicua riduzione delle spese giudiziarie".

 

Comida, insomma, ribadisce come questa sentenza non abbia ancora scritto la parola fine, "per buona disperazione del Direttore del DECS", non segnando quindi in modo definitivo il destino di Comida SA e di tutta un’economia privata che "soffre, ancor prima della recessione, l’ingerenza di famigerate politiche alla “Bertoli”".

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