CANTONE
31.10.2012 - 18:110
Aggiornamento : 23.11.2014 - 11:16

Sentenza LAC, OCST: "Costruire contromisure efficaci"

LUGANO - "Le parole “caporalato” e “taglieggiamento dei salari” non devono entrare nel vocabolario dell’arte dell’edilizia ticinese". Lo afferma l'OCST, commentando la sentenza del processo per la vicenda del cantiere LAC di Lugano.

"In un contesto di becera speculazione alle spalle di lavoratori, il dibattimento penale ha saputo fare emergere fatti di estrema gravità in rapporto ad una piaga che - se non drasticamente curata alla radice – disponeva di tutto il potenziale per insinuare nel nostro tessuto economico di un modo di fare impresa che non ci appartiene".

 

La sentenza non è però un punto di arrivo, ma deve essere "il perno attorno al quale costruire delle contromisure dissuasive efficaci ad ampio raggio (responsabilità solidale, cauzioni professionali, pratica del subappalto corretta, controlli sui posti di lavoro, sanzioni contrattuali, collaborazione tra enti di controllo)".

 

 


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