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MURALTO/ LUGANO
20.09.2021 - 17:580
Aggiornamento : 24.09.2021 - 14:41

Grida nel cuore nella notte, i vicini che fanno da testimoni e disordine dappertutto

Morte in albergo: la coppia della stanza adiacente alla 501 riferisce di una lite in cui si parlava di soldi.

Le ore che hanno portato alla morte di una ricca 22enne inglese all'hotel La Palma Au Lac. Il suo partner, un tedesco attualmente alla sbarra, è colpevole?

MURALTO/ LUGANO - Un grande disordine. E anche una bottiglia di vetro rotta, con frammenti sul comodino. È quello che polizia e soccorritori si sarebbero trovati di fronte quando la mattina del 9 aprile 2019 sono entrati nella stanza 501 dell'hotel La Palma Au Lac di Muralto. Nel bagno in quel momento c'era una 22enne britannica priva di vita. Morta in seguito a un gesto premeditato o a una casualità? È quanto si sta cercando di capire al processo in corso a Lugano. Davanti alla Corte e al giudice Mauro Ermani, c'è il 32enne tedesco che era con la giovane e che da quel giorno si trova in carcere. 

Asfissia erotica – L'imputato nel corso del pomeriggio aveva raccontato che in quella notte pazza, dopo avere consumato alcol e droga, la coppia avrebbe sperimentato il gioco dell'asfissia erotica. E che quel gioco era finito male. Non solo. L'imputato aveva anche detto che la giovane era indisposta. Eppure, stando al giudice, sul materasso in cui avevano consumato un primo rapporto completo non c'erano particolari tracce di lei. 

La ferita e la foto stropicciata – Sotto il letto sarà ritrovata una foto stropicciata della mamma della vittima (deceduta in un incidente anni prima). Cosa ci faceva lì? E perché era accartocciata? L'imputato, incalzato da Ermani, non sa spiegarlo. Non sa nemmeno spiegare come si è procurato una ferita sulla mano. Sostiene di essersi tagliato sbattendo contro il tavolino. Ci sono anche macchie di caffè che non hanno ancora una spiegazione. «Non posso rispondere a cose che non so. Non ero da solo in stanza. C'era anche la mia partner. Certe cose magari le ha fatte lei». 

I vicini che si svegliano – La stanza 501 è adiacente a un'altra camera simile, che quella notte era occupata da una coppia. La donna in particolare ricorda di essere stata svegliata da una porta sbattuta. E sostiene anche di avere sentito chiaramente il tintinnio del vetro. A un certo punto qualcuno sarebbe uscito sul balcone della 501. La persona sul terrazzo sarebbe caduta almeno una volta, generando un tonfo pesante. Secondo la coppia si sentiva correre, piangere. C'erano colpi di tosse. Il marito avrebbe voluto bussare alla stanza 501. La moglie l'avrebbe fermato per paura.

Strane frasi in inglese – Il marito riferisce di una lite a voce abbastanza alta. «Per un momento – legge Ermani dagli atti – era lui che urlava verso di lei. E poi i ruoli si invertivano. Mi sono detto: ma questi devono litigare alle quattro di mattina? La coppia parlava in inglese. In questa discussione ho potuto sentire l'espressione "Change money" ("Cambiare soldi"), la donna avrebbe anche detto "You killing me" ("Mi stai uccidendo"). Oppure "You kidding me" ("Mi stai prendendo in giro"). E poi anche "Jump, jump" ("Salta, salta")».

Il piagnucolio e qualcosa di grosso che si rompe – La testimonianza, per forza di cose, non è completamente lineare. Ma evoca elementi interessanti. Qualcuno quella notte, in quella precisa stanza, avrebbe piagnucolato. Ci sarebbe stato un rumore come se fosse andato in frantumi qualcosa di grosso. La coppia di vicini si sarebbe in seguito riaddormentata. Per poi sentire, più tardi, probabilmente dopo le 6 di mattina, un uomo uscire dalla stanza urlando un nome di donna.  

La replica – L'imputato, sempre supportato dall'interprete, minimizza: «Questi vicini hanno detto anche che forse io ero un arabo e la donna che era con me una russa. Non sapevano bene l'inglese nemmeno. Non mi fido della loro testimonianza».

Quanti "passi" in quella notte – Il 32enne tra il rapporto sessuale nel letto e quello estremo in bagno avrebbe ricevuto una chiamata dalla madre dei suoi figli. Ma l'aspetto più curioso è quanto indica il "contapassi" installato tramite un applicazione sul suo cellulare. Tanti i movimenti dell'uomo. Come mai si è spostato così tanto? E cosa si può dire delle distanze percorse dalla sua partner, ricavate consultando il suo iPod? Domande importanti dal momento che secondo la pubblica accusa alle quattro di mattina la vittima sarebbe già stata uccisa. 

Verso il secondo giorno del processo – Della 22enne britannica si sa che era molto ricca. L'imputato invece era indebitato e senza soldi. La procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis ipotizza un movente economico. Dove sta la verità? Il dibattimento proseguirà martedì a partire dalle 9.30.

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