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14.05.2021 - 06:000
Aggiornamento : 09:04

Turismo, alberghi pieni ma i giovani non trovano lavoro

L’impatto della pandemia sul settore, visto dagli occhi di una giovane ticinese che l’ha subito in prima persona.

Non si spegne però la voglia di reinventarsi e di darsi da fare.

LUGANO - È un mercato del lavoro in crisi, quello che si prospetta ai disoccupati ticinesi. E, tra i settori più colpiti, spicca quello del turismo. Anna*, 33enne luganese attiva nell’ambito da 8 anni, ha perso il lavoro durante la prima ondata pandemica. «Ho iniziato una nuova esperienza lavorativa a febbraio 2020, lavorando come manager marketing e vendita per un hotel oltre Gottardo».

Ad aprile, quando si è capito che a causa del virus le prospettive future del turismo svizzero si facevano nere, l’hotel è stato venduto ad un altro gruppo alberghiero, e gran parte del personale, direttore compreso, licenziato. E così anche la nostra interlocutrice. «A quel punto mi sono trovata senza un impiego, e riuscivo a stento a mostrare le 12 ricerche di lavoro settimanali alla disoccupazione, perché le posizioni che uscivano erano estremamente poche». 

Nuovi progetti - A novembre 2020, dopo tanti anni nella città sulla Limmat, decide di tornare in Ticino, e, nonostante la sua ampia esperienza lavorativa, è tuttora alla ricerca di un’occupazione. Da qui, nell’attesa di un posto fisso, la nascita di un’attività secondaria, frutto dell’energia di chi, al posto di demoralizzarsi, ha preferito darsi da fare: «Il mese scorso ho lanciato una startup che offre un servizio di box a domicilio, tramite abbonamento mensile o come vendita unica». 

Stesse entrate - Un progetto sviluppato con passione, che però al momento non ha nessuna redditività per la giovane, perché il fatturato, che va dichiarato, va scalato dall’indennità di disoccupazione. È una disposizione della Legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI), spiega Paolo Cattaneo della Cassa disoccupazione OCST: «Qualsiasi guadagno, che sia da attività dipendente o indipendente, viene tolto dall’indennità, a meno che questo introito non fosse già presente prima dell’entrata in disoccupazione». 

Nella formazione - Un clima di incertezza sentito anche da chi si sta formando nel campo del turismo e si appresta a entrare nel mondo del lavoro. Ce lo conferma il Direttore della Scuola specializzata superiore alberghiera e del turismo di Bellinzona Charles Barras: «Attualmente il turismo, osiamo dirlo, non va bene. In Ticino un po’ meno che nel resto della Svizzera, ma ci troviamo comunque in una situazione oggettivamente difficile e problematica. Con il nuovo anno le prospettive stanno però migliorando». 

Ricerca del primo lavoro - Gli studenti hanno modo di avere un valido strumento nella ricerca di impiego, la piattaforma internazionale Hosco, sottolinea Barras, attraverso la quale le aziende attive nel campo pubblicano le offerte di lavoro dirette agli studenti delle scuole alberghiere. «Attualmente ci sono 320 posti pubblicati, di cui circa l’80% per posti di stage e il 20% per delle posizioni fisse. La difficoltà è che in questa fase spesso si tratta di offerte per le quali non si sa bene quando inizierà il contratto. Ristoranti, strutture alberghiere e altre aziende turistiche cercano delle figure professionali, ma ne avranno bisogno solo dal momento in cui potranno lavorare a pieno regime, e questo varia in base alle disposizioni delle autorità. Quindi c’è spesso ancora dell’incertezza». 

*vero nome noto alla redazione

Commenti
 
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ceresade36@gmail.com 1 mese fa su tio
No trovano perche sarà? 🤑
Roger1980 1 mese fa su tio
I frontalieri, invece, si. Che siano giovani o meno, basta che "costino poco"...
Gimmi 1 mese fa su tio
Sindacati e Politici ,parlano parlano,ma di soluzioni concrete ,nulla!
F/A-19 1 mese fa su tio
Il lavoro c’è, bisogna formarsi ed avere voglia di rimboccarsi le maniche. Tanti nostri giovani, ben protetti dalle loro famiglie, sono cresciuti nella bambagia, solo pretese e pochi doveri, non sono vaccinati per affermarsi sudando e faticando, hanno però uno spiccato senso alla critica ed al sa po fa nagott. Io nei cantieri vedo tanti artigiani, bravi, volonterosi, alcuni anche dei veri maestri nel loro campo, pagati secondo i contratti collettivi in vigore e cioè con paghe da 4/5/6 mila franchi al mese, i nostri giovani dove sono? I miei impiegati sono quasi tutti frontalieri o domiciliati ma nessun Ticinese, come mai? Chi me lo trova un bravo impiegato Ticinese volonteroso? Stessa situazione tra i dottori, infermieri, docenti, cuochi, specialisti in mille attività, molti sono frontalieri, 70 mila sono frontalieri, facile dire che c’è sostituzione...., certe paghe sono obbligate quindi a parte i soliti abusi che vanno assolutamente combattuti moltiplicando i controlli, la realtà mi dice che manca la volontà del sacrificio e dell’impegno, la qual cosa è molto grave. Al miei tempi il periodo di vacanze era impiegato per stages lavorativi, i sabati e le domeniche per i lavori in casa, in giardino, per organizzare feste paesane, per vacanze con pochi soldi ma tanto ingegno, altro che prendere l’aereo ed andare alle Maldive, meditate gente!
Evry 1 mese fa su tio
@F/A-19 condivido pienamente, in tantissimi casi la colpa è dell'individuo stesso perchè non ha voglia di adeguarsi a fare qualcosa d'altro. Vediamo solo il personale infermieristico nelle case d'anziani, molto ben pagato !!!, dove troviamo il 99% di frontaglieri !!!! Troppi genitori non sdanno indirizzare i loro figli perchè.... i camici bianchi ci sono anche nel personale infermieristico. AUGURI
Don Quijote 1 mese fa su tio
Siamo nel pianeta delle scimmie, si pensava che ciò potesse accadere dopo una guerra termonucleare, invece, è bastato un virus influenzale in un'epoca di evidente degrado politico.
Evry 1 mese fa su tio
cmq gli algergatori... continuano a LAGNARE ma rispettano le regole Covid nei loro ristoranti ??? penso proprio di no e l'autorità preposta non fa niente anzi vanno a multare i piccoli, come sempre. Buona giornata
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