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14.12.2020 - 08:000
Aggiornamento : 12:00

I ticinesi che vanno in vacanza lo stesso

Bulgaria, Santo Domingo, Maldive. I vacanzieri più arditi si districano tra normative ed escamotage

Ma la maggior parte dei ticinesi rimarranno in Svizzera. Hotelpan: «Prenotazioni notevolmente ridotte

LUGANO - Partire o non partire? Nel Natale del Covid organizzare le vacanze è un rebus di normative e variabili quanto mai incerte, a cui si aggiungono non pochi dilemmi morali. Ma in Ticino c'è uno "zoccolo duro" di irriducibili che sembrano intenzionati a non restare a casa. Magari approfittando di prezzi insolitamente favorevoli.

I viaggi Lugano-Malpensa procedono più o meno regolarmente, anche se «con volumi notevolmente inferiori al solito» spiega ad esempio Davide Taddei della Luxurybus. «C'è già chi è partito per trascorrere le Feste al paese d'origine, diversi in Sudamerica, anche se i regolamenti sono un'incognita». Qualcuno è stato persino respinto al check-in, perché aveva un tampone (negativo) in italiano anziché in inglese. 

Anche nelle agenzie di viaggi qualcuno si fa avanti. «La black-list dei paesi con obbligo di quarantena al rientro si è molto ridotta, e questo dovrebbe favorire le prenotazioni» osserva Gaby Malacrida, portavoce di Hotelplan in Ticino. «Il numero dei clienti che hanno prenotato è ben al di sotto degli scorsi anni. In generale scelgono di trascorrere ancora le vacanze in Svizzera, dove abbiamo una vasta offerta, ma anche alle Canarie e sul Mar Rosso». Sul lungo raggio c'è chi ha prenotato per Repubblica Domenicana e Maldive. La maggioranza punta gli occhi già oltre Capodanno, alla primavera. «L'anno prossimo stimiamo di raggiungere il 50 per cento dei livelli pre-pandemia» prevede Malacrida. «Vaccini permettendo, naturalmente».

Ma c'è anche chi alla notte di San Silvestro non vuole assolutamente rinunciare. E ripiega su mete secondarie e meno restrittive, dal punto di vista normativo. La Bulgaria ad esempio «va molto» assicura Taddei, che organizza tour di fine anno "low cost". «In due giorni abbiamo già raccolto cinque prenotazioni». Rimane l'incognita Italia: anche qui ai turisti è richiesto un tampone negativo in ingresso, salvo transiti per meno di 36 ore. Poi dal 20 dicembre quarantena obbligatoria.

«Districarsi tra le normative non è facile» continua Malacrida. «In questo momento una parte del nostro lavoro è proprio fornire ai viaggiatori questo tipo di assistenza». Un tasto dolente sono appunto i tamponi da eseguire prima della partenza, richiesti da molti paesi ai turisti. Le verifiche vengono condotte dalle compagnie aeree, prima dell'imbarco. «In certi casi è necessario che il referto sia nella lingua del paese di destinazione» ricorda la portavoce di Hotelplan. Particolare non da poco, visto che in Ticino «non sempre i laboratori forniscono test in lingue che non siano l’italiano». Mai come ora, i dettagli fanno la differenza.

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