Multimicros
Ellade con Hector e la sua famiglia
+7
ULTIME NOTIZIE Ticino
CANTONE
1 ora
La base PLR conferma i vicepresidenti Gianora, Martinenghi, Meier e Nacaroglu
Nel suo intervento politico, Speziali ha toccato qualche tema d'attualità. Come l’approccio all'emergenza Covid.
LUGANO
3 ore
Aggressione in stazione, l'accusa è di tentato omicidio
I tre dovranno rispondere anche di lesioni gravi, aggressione e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti.
CANTONE
3 ore
Covid in Ticino: 41 contagi e 4 vittime
Sono 469 le infezioni da Coronavirus contate da inizio settimana.
SVIZZERA
5 ore
Aumenti di decessi fra i senior durante la seconda ondata, in Ticino si parla del 76% in più
Nel periodo che va da ottobre 2020 a gennaio 2021, è il secondo cantone con il maggiore incremento in Svizzera
FOTO
AIROLO
5 ore
Perde il controllo, prende l'uscita sbagliata e si incaglia nella rete di protezione
È successo questa notte a Stalvedro, per rimuoverla è stato necessario l'intervento di un carro attrezzi
CANTONE
5 ore
I nostri vaccini sono nelle loro mani
Il preparato Pfizer/BioNTech viene trasportato a una temperatura di -75°C dalla ditta Galliker, con sede a Sant'Antonino.
CANTONE
15 ore
Da consigli «scandalosi» a nessun accenno alla violenza sessuale
Il collettivo "Io l'8 ogni giorno" critica la difficoltà delle forze dell’ordine nell’identificare misure di prevenzione
FOTO
LUGANO
16 ore
Ragazzo aggredito da tre uomini in stazione
Due individui sono stati arrestati dalla polizia, un terzo sarebbe fuggito.
CARÌ
18 ore
Leggere ferite per lo sciatore travolto dalla valanga
Si tratta di un 43enne svizzero domiciliato nel Luganese che si trovava a Carì con altre due persone.
CENTOVALLI
19 ore
Nuovo smottamento, detriti sulla strada
A Camedo il terreno cede ancora. Popolazione preoccupata e operai al lavoro.
CARÌ
20 ore
Sciatore fuori pista provoca una valanga e viene travolto
L'uomo è stato trasportato in ospedale dalla Rega
CANTONE
22 ore
Elemosina e diritti dell'uomo: «La legge va cambiata»
Fabrizio Sirica chiede l'intervento del Consiglio di Stato alla luce della condanna alla Svizzera da parte di Strasburgo
CANTONE/ECUADOR
09.12.2020 - 07:000

La "gringuita" ticinese getta ponti nei cuori dell'Ecuador

La pandemia blocca diversi fondi che normalmente vengono raccolti grazie alla generosità dei ticinesi.

Ellade Grandi Camponovo racconta la propria esperienza nel paese sudamericano dove offre sostegno alle comunità locali con l'associazione Multimicros

IBARRA - L’associazione Multimicros, attiva da vent’anni a sostegno delle comunità dell’Ecuador, è confrontata ogni giorno con le restrizioni dovute al coronavirus, tanto che la sua segretaria e ambasciatrice, Ellade Grandi Camponovo, ha dovuto abbandonare d’urgenza il paese sudamericano, dove normalmente trascorre sei mesi all’anno per seguire i progetti di sviluppo.

È stata una sorta di fuga, vero?
«Sono partita con il cuore in gola, con la popolazione sconvolta dal virus. Sarei rimasta volentieri ad aiutarla, ma il rischio di contagio era elevatissimo. Il mio viaggio di ritorno è stato un’odissea, alla fine ho trovato la coincidenza giusta su Parigi e mio marito ha potuto riportarmi a casa da Zurigo dopo tre giorni di pazienza».

Dove siete attivi in Ecuador?
«Abbiamo seguito per diversi anni le popolazioni sulle Ande, ora ci stiamo dedicando alle comunità “awà” che vivono in piccole collettività in una regione simile a quella della foresta amazzonica. Ho insegnato per 40 anni ad Agno e Bedigliora, e dal 2007 divido il mio quotidiano tra la Svizzera e l’Ecuador, grazie al sostegno di mio marito Claudio».

La personalità di Ellade è forte, tanto che tutti la chiamano affettuosamente “gringuita”, e la sua presenza è attiva.
«Il tempo non basta mai, anche perché gli spostamenti su sentieri impervi e viscidi durano fino a otto ore da una comunità all’altra. Sono proprio le vie di comunicazione che costituiscono una priorità e per questo noi finanziamo la costruzione di ponti sospesi che misurano dai 10 ai 60 metri, il cui costo può arrivare fino a 40.000 franchi».

Quali sono gli altri progetti Multimicros?
«Aule, cucine, mense, coltivazione di riso e mais, piccoli acquedotti, servizi igienici e implementazione di progetti atti a garantire la sicurezza e la sovranità alimentari. Senza dimenticare i corsi di educazione, in una regione in cui l’analfabetismo è all’80% (contro il 9% generale dell’Ecuador). I nostri studenti, tutti adulti e con moglie e figli, si impegnano a fondo per conseguire degli attestati che aprono prospettive di lavoro interessanti e ben remunerate».

Il suo impegno come viene ricambiato?
«È un vero e proprio lavoro di squadra. Per loro sono il punto di riferimento, l’associazione si avvale di un collaboratore locale che valuta ogni richiesta ed è in contatto tutto l’anno con noi. Il principio è quello della cooperazione: Multimicros finanzia un’opera con tutti i materiali e la comunità mette a disposizione la manodopera non qualificata a titolo gratuito, per la quale noi garantiamo l’alimentazione. Ognuno si sente parte integrante del progetto ed è motivato a portarlo a termine con successo».

Cosa le manca di Ibarra?
«La gente. E la mia casa accogliente, nonostante un affitto di 180 franchi al mese che da noi è inimmaginabile. Resto in costante contatto via skype e spero di ripartire al più presto».

La carica dei cento presepi frenata dal Covid
L’emergenza Covid è stata affrontata da Multimicros con la consegna di kit alimentari che hanno aiutato ben 1.328 famiglie per un totale di quasi 7.000 persone. Il lockdown è stato subito devastante: gente disorientata, coprifuoco, scuole chiuse, trasporti bloccati, negozi svuotati, provvedimenti drastici, morti abbandonati per strada. «Per le cure si è fatto ricorso alle erbe e addirittura a delle iniezioni antibatteriche che normalmente si fanno ai cavalli» fa notare Ellade Grandi Camponovo. «In seguito è stata riattivata la scuola con la didattica a distanza, ma soltanto pochi avevano i mezzi per seguire le lezioni online».
Il contributo di Multimicros per questi aiuti urgenti è stato di 25.000 franchi. Una parte di questa cifra poteva arrivare dal tradizionale mercatino di Cureglia, che ogni anno proponeva oltre cento presepi dell’Ecuador. «Siamo molto dispiaciuti in quanto le figure natalizie erano molto richieste» precisa la segretaria dell’associazione ticinese «anche se lo scopo dell’incontro con la popolazione era anche quello di presentare la nostra attività».

Multimicros
Guarda tutte le 9 immagini
Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-01-24 13:59:14 | 91.208.130.85