Keystone / Tio
MURALTO
15.07.2020 - 18:320
Aggiornamento : 20:56

«Io, transgender, non permetto più a nessuno di ferirmi»

Kendra si è raccontata su PiazzaTicino, per aiutare chi come lei non si sente a suo agio nel corpo in cui è nato.

Ha subito bullismo e cyberbullismo, ma ha trovato il coraggio di mostrarsi per quello che è. E oggi cammina a testa alta.

MURALTO - È nato Kevin. Oggi è Kendra. Ha 23 anni, vive a Muralto, è transgender e ha deciso di raccontarsi su PiazzaTicino.ch per sfatare qualche tabù. «Essere un ragazzo trans, nel 2020 e in Ticino, significa ritrovarsi sotto lo sguardo di tutti, venire giudicato. Serve forza e determinazione».

Risolutezza che Kendra ha dimostrato a 18 anni, quando ha detto ai suoi genitori che voleva diventare una ragazza. «Non è stato semplice, loro sono persone di altri tempi. Vedere il figlio più piccolo che si sente a disagio con il suo corpo e non si riconosce nell’identità di genere che ha è stato difficile - racconta -. Ma siamo cresciuti insieme. Mi hanno dato la forza e il coraggio di uscire mostrandomi per quella che sono. E questo per me era il passo più importante per farmi accettare». 

Kendra ha subito bullismo quando era ancora Kevin ed era fidanzato con una ragazza, nel periodo delle scuole medie. «Siamo stati insieme otto anni. Per tutta l’adolescenza sono stata impegnata in una relazione come ragazzo, con alti e bassi. Mi sono nascosta da quello che ero. Ma nonostante questo, mi prendevano in giro nei corridoi». E nascere in una “generazione social” non ha aiutato: «Ho sofferto anche di cyberbullismo. Ancora oggi non posto foto mie sui social network. Non mi metto nella condizione di essere criticata e non voglio che la gente rubi le mie foto per condividerle sulle chat, deridendomi».

È stato attorno agli 11-12 anni che ha capito che qualcosa non andava. E a 18 anni, con la sicurezza di voler cambiare, Kendra ha deciso di diventare una ragazza. «È un percorso lungo e molti ancora non capiscono. Ci vuole coraggio. Sono cinque anni che vivo come mi sento. Ma solo pochi mesi fa ho preso contatto con uno psicologo e uno psicoterapeuta per iniziare questo percorso di transizione. Ho intenzione di sottopormi a degli interventi, perché ora non mi sento bene e non è facile, è disagiante».

Nel suo futuro Kendra si vede come «una donna lavoratrice, appagata», accanto al ragazzo di cui oggi è innamorata. «Alle persone come me dico di non fermarsi davanti alle opinioni e ai pregiudizi altrui, di farsi forza ed essere positive. Abbiate il coraggio di dimostrare quello che siete e andate avanti a testa alta». E conclude: «Io oggi mi presento agli altri come Kendra, perché è quello che sono. Kevin non esiste più e non permetto a nessuno di ferirmi».

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