«La barriera al Gottardo non la vogliamo, ma si rispettino le regole sanitarie»
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Bagnanti lungo il fiume Maggia visti dall'alto.
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08.07.2020 - 19:370
Aggiornamento : 20:35

«La barriera al Gottardo non la vogliamo, ma si rispettino le regole sanitarie»

Covid-19 e vacanzieri da nord. Si entra nel vivo della stagione. Parla Angelo Trotta, direttore di Ticino Turismo.

Intanto spuntano nuove opportunità: dai video che promuovono il territorio locale alle notti da trascorrere in maniera particolare. «E quando tutto sarà finito, saremo pronti per gli ospiti internazionali».

BELLINZONA - La stagione turistica della Svizzera italiana entra nel vivo. Tra dubbi, incognite e opportunità inattese. Su piazzaticino.ch, la piazza virtuale di Tio/20Minuti, ne abbiamo parlato con Angelo Trotta, direttore di Ticino Turismo. «Difficile essere felici – ammette –. Questo è un anno particolare. Nessuno aveva previsto ciò che è avvenuto col Covid-19. Iniziamo, comunque, a vedere la luce in fondo al tunnel». 

State andando a caccia di micro influencer. Ce ne parla?
«La campagna “Il Ticino in 60 secondi” durerà ancora diverse settimane e darà la possibilità a chiunque di inviarci dei video su temi specifici. Dall’acqua, alla mobilità, alla gastronomia. Si tratta di un tipo di marketing molto giovane. In generale siamo parecchio attivi in queste settimane: abbiamo creato anche una campagna per fare vivere il Ticino ai ticinesi e un'altra campagna per promuovere il Ticino in Svizzera tedesca e in Romandia».

Poi c’è il progetto Million Stars Hotel. Notti da sogno?
«È un progetto di nicchia, lanciato da Svizzera Turismo, ma davvero molto interessante. Si pernotta in luoghi esclusivi. Sospesi tra gli alberi, oppure all’interno di una tenda. In Ticino abbiamo 7 possibilità diverse».  

I campeggi, nonostante tutto, stanno andando bene. Come lo spiega?
«L’afflusso di turisti d’oltre Gottardo è ripreso in maniera più potente di quanto ci aspettavamo. Campeggi, case di vacanza e hotel periferici sono praticamente pieni. Soffre un po’ il turismo legato al business, così come soffre il turismo internazionale».

A proposito di turisti d’oltre Gottardo. C’è chi teme che ci riportino il Covid, dal momento che ora sono loro ad avere problemi…
«Ricordo che in primavera, quando eravamo noi a essere nei guai, in Svizzera interna c’era chi voleva mettere una barriera al Gottardo, isolandoci. Ora la situazione si è un po’ capovolta. Ovviamente non ha senso una misura simile. Anche perché il turismo porta al Ticino oltre il 12% di fatturato».

Gli svizzero tedeschi hanno avuto una percezione più blanda del virus rispetto a noi. 
«È evidente. Si muovono ancora senza mascherina. In questa fase, l’importante è attenersi tutti alle direttive delle autorità sanitarie. Turisti e non turisti».   

Si mormora che nel 2021 molta gente che sognava di sposarsi all’estero si sposerà in Ticino. È vero?
«È un'ipotesi credibile. Da anni il Ticino si posiziona in maniera importante nel settore dei matrimoni, la nostra è la regione più romantica della Svizzera. E se consideriamo che la Svizzera è la nazione più sicura a livello di gestione del virus…»

Che ne sarà, invece, dei vostri progetti internazionali?
«Dopo tre mesi in cui ci siamo concentrati su come raddrizzare la situazione del 2020, abbiamo ripreso a lavorarci. Avevamo definito una strategia basata su quattro pilastri, poi congelata. Stiamo cercando di diversificare. Di non puntare sempre solo sul bacino svizzero tedesco. E anche di ringiovanire un po’ il target dei nostri ospiti. Stavamo, ad esempio, facendo bene con gli americani, con un 20% di crescita. Ora è tutto fermo. Ma quando tutto tornerà alla normalità, noi saremo pronti».  

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