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CHIASSO
15.05.2020 - 22:160

«A Como per motivi di salute, trattata come una fuorilegge»

Lo sfogo di una donna svizzera che dal Ticino, certificato medico alla mano, si era recata a Como.

Controlli e domande insistenti da parte dei doganieri italiani. La situazione si sarebbe inasprita nelle ultime settimane. «Polizia in giro per le strade, fermavano le auto targate Ticino»

di Redazione
Laura Di Corcia

CHIASSO - Si fa gran parlare di apertura delle frontiere, ma pare che il confine fra Svizzera e Italia, lungi da tornare alla situazione di normalità e scambio cui eravamo abituati, si stia irrigidendo sempre di più. Questa, perlomeno, l'esperienza di una cittadina svizzera, che chiameremo Filomena. «Da alcuni mesi ho iniziato un lavoro ai denti molto lungo e anche difficile, presso un dentista fidatissimo che ha lo studio a Como».

Filomena rischiava di perdere i denti e doveva assolutamente sistemare l'arcata inferiore. A gennaio il dentista le ha tolto i denti "naturali", che sarebbero caduti di lì a poco, e ha cominciato a metterle degli impianti provvisori. Ma poi è arrivato il coronavirus. «Per un po' abbiamo sospeso le sedute, ovviamente. Ma, avendo dei grossi disagi nel mangiare e talvolta anche nel parlare, l'ho contattato chiedendogli di riprendere il lavoro quanto prima». E così è stato. Da due/tre settimane, con un permesso in mano, Filomena ha ripreso gli appuntamenti, passando la frontiera con un documento rilasciatole dallo studio dentario di fiducia. Fino a ieri. «Ieri in dogana hanno fatto mille storie. Premetto che l'appuntamento è stato anticipato di qualche settimana per un'urgenza: un'infezione».

Filomena arriva a Chiasso tranquilla. Passa senza problemi la parte svizzera, ma in dogana italiana le fanno mille problemi. «Mi hanno detto che dalla sera precedente fino al 18 maggio si poteva uscire solo per problemi oncologici. Io sono rimasta allibita: ma come - ho pensato - qui al posto di migliorare, le cose peggiorano?». Filomena non ha desistito, anzi, ha insistito. «Sono arrivati a dirmi di curarmi i denti in Svizzera. Ma come faccio? Il lavoro è delicato, è stato iniziato presso quello studio dentario e poi io ho un'invalidante fobia del dentista. Per anni non mi sono potuta curare. Con questo professionista finalmente ho trovato qualcuno che mi ha saputa seguire».

Quello che ha stupito di più Filomena è il cambiamento improvviso delle regole. «Mi hanno detto che se volevo entrare in Italia, avrei dovuto sottopormi a quarantena di 15 giorni. Dopo molte insistenze sono riuscita a entrare, ma con il terrore». A Como Filomena trova un'atmosfera diversa rispetto a quella delle settimane prima. «Il coprifuoco totale, polizia in giro per le strade, fermavano le auto targate Ticino. Sinceramente ero molto nervosa, quasi spaventata». Adesso Filomena si sta riprendendo dall'operazione, è sotto antibiotico e un po' angosciata per i suoi denti. «Ci sono cose più gravi, ma comunque il lavoro che sto facendo è delicato. Come faccio a rientrare a Como? Speravo che le cose piano piano si sistemassero. Penso che stiano davvero esagerando. Mi sono sentita una fuorilegge, invece sono un'onesta cittadina». La domanda, a questo punto, sorge spontanea: siamo sicuri che le dogane verranno riaperte a breve?

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