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CANTONE / SVIZZERA
05.05.2020 - 16:530

Frontalieri: stabilità trimestrale, aumento annuale

Il 31 marzo erano 67'836, 42 in meno rispetto a dicembre ma 4'164 in più rispetto a 12 mesi fa.

A livello svizzero l'incremento è stato dello 0,4% in tre mesi e del 4,2% su base annua

NEUCHÂTEL - In Ticino nel primo trimestre dell'anno il numero di frontalieri è ammontato a 67'836, in calo dello 0,1% (-42) rispetto a dicembre. Nel paragone con lo stesso periodo del 2019 vi è però stato un aumento del 6,5% (+4164). È quanto si estrapola dai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST).

A livello svizzero invece, l'incremento è stato dello 0,4% in tre mesi e del 4,2% su base annua a 330'077 unità. I lavoratori provengono soprattutto dalla Francia (181'064), dall'Italia (76'942) e dalla Germania (60'893).

Crescono soprattutto gli italiani - Se rispetto al precedente trimestre la variazione è minima per ogni Stato, nel raffronto con marzo 2019 si evince uno scatto dei frontalieri in arrivo dall'Italia (+7,0%), mentre la crescita di francesi (+4,1%) e soprattutto tedeschi (+1,4%) è stata inferiore.

Incognite statistiche - L'UST comunque ricorda che l'evoluzione in Ticino dal 2018 è influenzata dal trattamento dei dati in sospeso nel sistema d'informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) cantonale. Inoltre, la pandemia di Covid-19 può aver condotto a un numero accresciuto di cessazioni d'attività verso la fine del primo trimestre 2020. Alcuni frontalieri conservano però il loro permesso di lavoro e figurano ancora nel SIMIC. La crescita statistica è dunque superiore alla situazione reale.

La maggior parte nel terziario - Per quanto riguarda i settori economici, la maggior parte dei frontalieri in Svizzera è impiegata nel terziario (220'661). La progressione è stata dello 0,2% in tre mesi e del 4,8% in un anno. I dipendenti nel secondario sono 107'284 (+0,7%, +3,1%) e nel terziario 2132 (+2,8%, +9,3%).

Tornando sul Ticino, il 64,6% degli impiegati provenienti da oltreconfine lavora nel terziario (43'836), settore in cui la crescita rispetto a marzo 2019 è stata dell'8,8%. Più contenuto (+2,5%) l'aumento nel secondario, che conta su 23'451 persone. Solo lo 0,8% della forza lavoro (549 unità) è invece attiva nel primario.

Sempre nel cantone italofono, il 61,5% dei frontalieri sono uomini, il 38,5% donne. A livello svizzero la proporzione è leggermente più squilibrata: 64,4% contro 35,6%.

Ripartizione regionale - Per quanto riguarda il resto del Paese, la regione con più frontalieri è come d'abitudine quella del Lemano (122'917), davanti alla Svizzera nordoccidentale (70'480). Dopo il Ticino, seguono quasi appaiate Espace Mittelland (28'561) e Svizzera orientale (27'561).

Nel confronto con dicembre, solo il Ticino registra un calo, seppur come detto lievissimo. Su base annua invece tutte le aree sono confrontate con un aumento: l'incremento percentuale di frontalieri nel cantone italofono è più basso solo del +6,6% osservato nella Svizzera centrale.

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