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CANTONE
16.03.2020 - 13:340
Aggiornamento : 17:09

Studenti in campo negli ospedali a causa del virus

Cresce il numero di pazienti e con esso il bisogno di personale medico

Le strutture sanitarie corrono ai ripari recuperando personale in pensione e pescando tra gli stagisti

LUGANO - Continua a crescere il numero di svizzeri che si trovano a combattere contro il coronavirus. Dallo scoppio dell'epidemia in Svizzera, la cifra di positivi al covid-19 è aumentata continuamente. Questo significa che nei prossimi giorni e settimane un gran numero di persone contrarrà il virus e ciò metterà a dura prova il sistema sanitario. Se la malattia sembra essere accolta senza gravi conseguenze dai giovani non affetti da patologie pregresse, il tasso di mortalità per gli over 60 è in forte aumento.

Penuria d'infermieri - A causa di ciò, nelle strutture sanitarie si sono velocemente affollati anziani debilitati. Per far fronte a questa ondata di pazienti, diversi ospedali hanno riattivato il personale in pensione e hanno iniziato a sfruttare anche l'aiuto del personale in formazione.

Lezioni interrotte, ma non gli stage - Così sta accadendo, ad esempio, con gli studenti della Scuola Specializzata Superiore in Cure Infermieristiche (SSSCI). Se per loro, come da risoluzione governativa, le lezioni sono sospese, lo stesso non si può dire per ciò che concerne la formazione pratica, che continua a svolgersi regolarmente.

Stagisti in campo - Uno sforzo ulteriore e importante, quello che viene chiesto agli studenti, del quale pare essere ben consapevole il direttore stesso della SSSCI, Paolo Barro. «Sappiate che in quanto futuri professionisti della salute, la crisi a cui siamo tutti confrontati sarà per voi un'eccezionale opportunità di crescita, sia dal profilo umano che nelle competenze tecniche», ha sottolineato infatti in una comunicazione interna rivolta agli studenti.

Per loro, l'emergenza coronavirus ha, di fatto, voluto dire un ripensamento e una sostanziale modifica degli stage. E uno sforzo al quale non erano preparati. Nel programma di formazione di questi futuri infermieri, d'altra parte, non era certamente presente un modulo relativo al covid-19.

Concretamente questo si traduce con «l'anticipazione della loro entrata nello stage pratico a sostegno dei bisogni della popolazione e dei futuri colleghi di lavoro» che, come sottolinea una comunicazione interna della stessa scuola specialistica, «ora più che mai necessitano delle vostre competenze e abilità».

Preoccupazione e vocazione - Una scelta, quella di mettere in campo personale in formazione, che non ha mancato di sollevare qualche polemica e preoccupazione tra gli studenti. Ma è alla vocazione nel campo medico che la scuola, ancora una volta ha chiesto di fare affidamento. «Essere allievi infermieri - ha sottolineato Barro -, significa anche apprendere sul campo pratico facendosi carico di situazioni che nessuno di noi avrebbe mai pensato possibili, ma che oggi sono una realtà». 

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