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02.03.2020 - 14:470
Aggiornamento : 23:16

Coronavirus, genitori preoccupati per i figli a scuola

Il ritorno a scuola ai tempi del coronavirus. Più assenze negli asili. Il racconto di una mamma di Cademario

I direttori delle scuole ticinesi tranquillizzano: situazione nella norma. Nei nido di Lugano meno 10 per cento di presenze nella giornata di oggi

LUGANO - Qualche banco vuoto in più, le telefonate preoccupate. Qualcuno ricorre a facili scuse, per non ammettere la paura e rischiare la multa. «Ha il raffreddore». «Ha l'influenza». Il ritorno a scuola ai tempi del coronavirus, in Ticino, non ha comunque assunto i tratti del temuto assenteismo di massa. Almeno per ora.

In attesa dei dati ufficiali del Decs, i direttori delle scuole segnalano una situazione «tranquilla». Le assenze "per motivi sanitari" sono maggiori nelle scuole d'infanzia. «Alle elementari le presenze sono assolutamente nella norma» spiega ad esempio Marco Lupi, direttore delle scuole comunali di Mendrisio. «Tra i bambini più piccoli si registrano più defezioni, ma soprattutto in via precauzionale e in presenza di sintomi influenzali». 

Sintomi dichiarati dalle famiglie, naturalmente. Ma va detto che, già prima dell'esplodere dell'epidemia, l'influenza "normale" aveva avuto un grosso impatto sui registri di classe. «In due sezioni nelle settimane precedenti abbiamo raggiunto il numero minimo di legge, quattro bambini» precisa Lupi.  

I sintomi sono reali, o frutto della paura? Una mamma 37enne di Cademario non usa mezzi termini. «L'ho fatto perché sono preoccupata, e l'ho detto chiaramente alla maestra» racconta la donna: oggi ha tenuto a casa la figlia da scuola «anche se sta benissimo». In casi simili il regolamento del Decs parla chiaro: i genitori rischiano una multa. 

«Mi multino pure ma la salute viene prima» affonda la 37enne. «Potevo inventarmi una finta giustificazione, ma non mi sembra corretto». Anche negli asili nido, dove l'obbligo di frequenza non c'è, i genitori sembrano essere più espliciti.

Nei quattro asili nido comunali di Lugano, ad esempio, oggi si è registrato un calo di «circa il dieci per cento» dei bambini, spiega il direttore degli Istituti sociali (Lis) Paolo Pezzoli. «Diversamente dal solito, i genitori non hanno addotto motivi di salute ma prevalentemente dei timori per il rischio di contagio».  

Timori che diminuiscono con il grado d'istruzione. Nei licei le assenze sembrerebbero essere contenute. «È una giornata come le altre» osserva ad esempio il direttore del Liceo di Bellinzona Omar Gianora. «Abbiamo ricevuto poche telefonate dai genitori, i docenti sono tutti presenti, si respira un clima normale». 

Le scuole medie superiori e inferiori invieranno in giornata al Decs i dati sulle presenze, è quindi presto per stilare un bilancio. Intanto la petizione online "Chiudiamo le scuole in Ticino" ha raggiunto 6500 adesioni su change.org. 

 

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