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CHIASSO
10.02.2020 - 21:400

Troppi spray a Nebiopoli? «Non abbiamo fatto i poliziotti»

Bando alle bombolette a carnevale: ecco come è andata a Chiasso. Tra lamentele e buoni propositi

CHIASSO - La guerra di Nebiopoli alle bombolette spray è solo agli inizi. E nonostante gli ottimi risultati del carnevale appena conclusosi, a Chiasso non sono mancate le lamentele. «Altro che divieto, di bombolette ne sono state vendute alla grande» protesta il membro di una guggen, infastidito perché «questi prodotti non fanno altro che rovinare i carri e il divertimento». 

Qual è dunque il bilancio della campagna anti-spray, la prima lanciata da un carnevale ticinese? «Non abbiamo fatto i poliziotti» mette le mani avanti il presidente di Nebiopoli Alessandro Gazzani, che chiarisce: «Quello iniziato quest'anno è un percorso di sensibilizzazione». 

La battaglia è cominciata, intanto, con dei controlli ai venditori ambulanti. In un caso un venditore è stato invitato a ritirare alcune bombolette non conformi. «Esistono vari tipi di bombolette, va detto, alcune meno dannose di altre» precisa Gazzani, che assicura: «Dall'anno prossimo entrerà comunque in vigore un divieto di vendita totale di questi prodotti all'interno del carnevale». 

Un passo alla volta, quindi. Anche a pieno regime, però, non ci si deve immaginare delle perquisizioni "a tappeto". «Non vogliamo terrorizzare nessuno, tantomeno i bambini» spiega il presidente di Nebiopoli. «È un percorso graduale che richiederà anni, ma a occhio il messaggio è già in parte passato. La nostra impressione è che ci fossero molte meno bombolette in giro». 

Nel complesso il carnevale chiassese ha visto aumentare i numeri dell'affluenza. Gli spettatori sono stati 18 mila al corteo di sabato, 4mila al corteo notturno delle guggen venerdì sera, 6 mila al corteo dei bambini. Anche l'apparato di sicurezza è stato incrementato, e gli interventi per contenere le "teste calde" non sono mancati. «Tutto si è svolto tranquillamente, abbiamo avuto solo episodi minori e gestiti senza problemi - conclude Gazzani -. Questo anche grazie all'ottima collaborazione con la Polizia comunale».

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