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CALANCA (GR)
05.02.2020 - 11:390

«Serve cuore» per il Parco naturale regionale Val Calanca

Il direttore Henrik Bang sta lavorando da un mese al progetto. È entusiasta della sua missione, ma gli impegni non mancano

CALANCA - Il Parco Val Calanca (GR) si è messo in marcia. A un mese dalla sua entrata in carica il direttore Henrik Bang si felicita della partecipazione locale al lavoro attuale di messa in rete dell'offerta. Presto il sito sarà online, i primi eventi sono previsti in maggio.

Le scadenze sembrano ancora lontane in una valle che si muove ancora al ritmo della natura, per quanto non priva di realtà industriali: non lontano dallo storico Pretorio di Arvigo, sede del Parco, la Cava Polti dà lavoro a una trentina di dipendenti nell'estrazione e tradizionale lavorazione dello gneiss della Calanca, altra componente di questo progetto. Eppure non manca molto al 2023, anno in cui si prevede di concludere la fase d'istituzione del Parco naturale regionale, il primo al sud delle Alpi.

L'agenda del nuovo direttore, incontrato venerdì dall'agenzia Keystone-ATS, è fitta di appuntamenti: contatti con le strutture ricettive (dai B&B agli agriturismi fino agli operatori turistici della vicina Bellinzona), con i colleghi grigionesi della "Biosfera Val Müstair" o del Parc Ela (nell'Albula) e degli altri membri della Rete dei parchi svizzeri; ma anche incontri con gli artigiani locali, gli organizzatori di eventi e tutte quelle persone che vorranno partecipare al progetto. «Saranno loro il cuore pulsante del Parco Val Calanca», annota Bang, sottolineando l'entusiasmo, elemento fondamentale per il progetto.

Ma prima di tutto si tratta di completare la squadra, con la ricerca di uno o più persone per le questioni naturalistiche (come la gestione dei biotopi) e quella agricola: dalle antiche mulattiere, ai muri a secco dei terrazzamenti. Poi si tratterà di trovare un responsabile della comunicazione, che dovrà veicolare le peculiarità della regione, il carattere primitivo e selvaggio di un territorio che si estende su oltre 120 chilometri quadrati fino a Mesocco (Val Mesolcina). Il team sarà affiancato da Sascha Pizzetti, ingegnere forestale, e Birgit Reutz, docente della Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), ideatori del progetto per la candidatura ora a disposizione come consulenti.

Il nuovo direttore si mostra entusiasta della sua missione, ma soprattutto del calore, dal senso di comunità calanchino. «Forse - ammette Bang facendo un paragone con il Parc Adula bocciato nel 2016 - è perché il nostro progetto non comprende una zona centrale. Il Parco è così visto, oggi come al momento della candidatura da parte dei Comuni promotori di Rossa, Calanca e Buseno, come una grande opportunità».

Tra un paio di settimane si conta di attivare il sito internet, che si vorrebbe «dinamico e coinvolgente», con una serie di eventi dedicati alla popolazione. Qualche data è già stata fissata come il 23 maggio, Giornata dei mulini, che da cinque anni si organizza a Braggio dove si coltivava segale, orzo e fave. Per l'occasione si pensa a attività per grandi e piccoli.

"Natura, cultura, sviluppo e cuore" - Bang tiene a precisare che il Parco non porterà a nuovi divieti «per nessuno»: per gli escursionisti, per la raccolta di funghi e per i cacciatori. E insiste sui benefici economici su tutta la regione. "«ogliamo accompagnare le iniziative di pregio, promuovere le filiere naturali della Calanca, dal sasso al legno, con benefici per la popolazione locale, valorizzando gli aspetti culturali e storici di queste attività, la genuinità della tradizione: tutto questo in un discorso di protezione e rispetto per la natura».

Il direttore passa dunque in rassegna i tratti distintivi della regione, dai cinque villaggi iscritti nell'Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere (Rossa, Augio, Bodio/Cauco, Landarenca e Braggio), alle varie riserve naturali con i prati secchi: tutti tasselli disseminati qua e là che si vogliono ora unire in un mosaico che abbia una sua coerenza e che sia vettore di benessere. «Ai potenziali visitatori del Parco - incalza il direttore del Parco Val Calanca - devono bastare pochi clic per scoprire la qualità che vogliamo offrire, sapere quando si svolgono le visite organizzate al Parco, quali attività praticare, quali sentieri sono adatti alle mountain bike, a quali conferenze ed eventi partecipare, in quali agriturismi o capanne pernottare e cosa offre di meglio la cucina tipica, ... ».

In questo senso il sito serve a creare l'ossatura del Parco, sostenuto in questa fase con un contributo annuale di 630mila franchi (la metà dalla Confederazione, il 35% dal Cantone e il resto da Comuni e partner privati): una base con informazioni in due lingue (tedesco e italiano), per essere subito operativi.

Il segreto per rispettare la tabella di marcia? Bang risponde prendendo in mano un prospetto con il caratteristico laghetto di Calvaresc a forma di cuore, sul sentiero alpino che da San Bernardino conduce a Santa Maria in Calanca: «Ci vuole passione».

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