SUPSI
CANTONE
16.12.2019 - 10:130

Manutenzione continua invece di costosi restauri

Si tratta di un progetto a cui prende parte l'Istituto materiali e costruzioni della SUPSI. S'inizia dal Sacro Monte di Orselina

CANOBBIO - Il patrimonio culturale è una risorsa condivisa e un bene comune. Ma come altri beni, può deperire per cause naturali, per incuria, per un eccessivo sfruttamento o per mancanza di risorse. È quindi per sviluppare un modello sostenibile di protezione, conservazione e valorizzazione che l'Istituto materiali e costruzioni della SUPSI è attivo nell'ambito di un progetto transfrontaliero.

Si tratta del progetto Interreg “I Sacri Monti: patrimonio comune di valori, laboratorio per la conservazione sostenibile e una migliore fruibilità turistica dei beni culturali”. L'obiettivo? Promuovere interventi di cura e manutenzione continua sui beni del patrimonio cantonale.

«A partire dal caso dei Sacri Monti presenti su entrambi i versanti del confine svizzero-italiano - spiega la professoressa Giacinta Jean, responsabile del progetto - si mira alla valorizzazione e alla gestione integrata e sostenibile delle risorse ambientali e culturali, rafforzando la cura continua del patrimonio, la manutenzione, l’uso efficiente delle risorse, la formazione di una rete di operatori capaci di intervenire manualmente e progettualmente sul patrimonio storico e contribuire così a consolidare il senso di identità comune delle popolazioni locali e l’attrattività dell’area».

Il gruppo di lavoro dell’Istituto materiali e costruzioni si occuperà in particolare di formulare delle indicazioni pratiche per mettere a punto un piano di manutenzione sul Sacro Monte di Orselina affinché i risultati ottenuti nel grande progetto di restauro che ha interessato l’intero complesso e che si è concluso nel 2012 possano durare il più a lungo possibile nel tempo. A partire da questo progetto pilota, si intende dotarsi degli strumenti operativi per aiutare i proprietari a introdurre la pratica della manutenzione regolare del patrimonio costruito e limitare in questo modo più costosi interventi di restauro.

L'Istituto materiali e costruzioni prende parte al progetto in collaborazione con l'Ufficio dei beni culturali del Canton Ticino e con la Sezione della logistica.

Commenti
 
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Rhodium 7 mesi fa su tio
Certo, il patrimonio culturale è una risorsa condivisa ed un bene comune ma di chi è la proprietà? Di Maria, che fa capo alla Chiesa Cattolica e quindi al Vaticano. Perché i soldi non li si chiede al Vaticano visto che possiede miliardi di patrimonio?
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