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La fiorista Nadia Pesenti (a destra) con la tessitrice Arlena Ton.
CANTONE
21.11.2019 - 18:130
Aggiornamento : 22.11.2019 - 06:27

Fioristi agguerriti: «Così vi facciamo dimenticare i cattivi pensieri»

Vendere una semplice stella di Natale o un amarillis non basta più. Da ormai diversi anni l’Avvento si trasforma in una sfida basata sui colpi di genio. E sulla capacità di stupire

BELLINZONA – «È una lotta continua. Ma il nostro mercato regge. E ce la facciamo grazie alla creatività. Anche in un periodo apparentemente morto come quello tra fine novembre e dicembre». A sostenerlo è Regina Corpataux, presidentessa dell’Associazione Fioristi del Ticino. È lei a lanciare il periodo prenatalizio di chi, per mestiere, vende fiori. Una sfida basata sui colpi di genio. «Non basta più vendere il semplice fiore», afferma. «Il fiorista oggi deve andare oltre. Creare qualcosa che altri non fanno».

A caccia di originalità – Fioristi della Svizzera italiana pronti a scendere in pista dunque. A partire da Nadia Pesenti che nel suo “Il Fiore”, a Bellinzona, ha pensato di mettere in scena qualcosa di davvero singolare. «Ho coinvolto la giovane tessitrice Arlena Ton. La mia sarà dunque un'esposizione che combinerà l'arte della tessitura con quella floreale. Il clou sarà sabato 23 e domenica 24 novembre. Ma poi l’esposizione sarà permanente. Il cliente, in queste settimane, vuole cose originali, fatte a mano. Ho rivoluzionato il mio negozio».

Un luogo per sognare – Una piccola rivoluzione la farà anche Silvia Gehrig al “Punto Fiorito” di Avegno. A partire da venerdì 22 novembre. «Il tema sarà quello del sogno di Natale. Chi entra nel negozio dovrà avere l’impressione di essere immerso proprio in un sogno. È un modo anche per fare dimenticare alla gente i problemi di tutti i giorni e per regalare un po’ di spensieratezza. Puntiamo tanto sulle composizioni, sull’oggettistica. Sulle fatine, sugli angioletti. Sui colori tenui».

Qualcosa di simbolico – Loredana Tucci, responsabile de “La Fioreria & Co” di Lugano, aprirà le danze già il 20 dicembre. «Tra orchidee, amarillis e stelle di Natale. Ma il fiore non è sufficiente. Quello dell’Avvento è un momento in cui il cliente vuole qualcosa di simbolico. Qualcosa che non può trovare altrove. Io mi diverto con candele, pigne, stelline. Creando un’atmosfera accogliente, che dia calore».

Una questione di armonia – «Proprio di calore abbiamo tutti bisogno in queste giornate scure – aggiunge Regina Corpataux – c’è poca luce. Un fiore o una composizione possono cambiare completamente l’armonia della nostra abitazione. Ecco, in un certo senso la nostra missione sta anche lì: nel portare buonumore alla gente».

Commenti
 
Wunder-Baum 1 sett fa su tio
Bravissime, ma occhio ai prezzi !
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Ultimo aggiornamento: 2019-12-05 15:53:56 | 91.208.130.86