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VAUD / BELLINZONA
16.11.2019 - 10:000
Aggiornamento : 13:18

Ha moglie e figlia in Ticino, ma l’espulsione è “giusta”

Permessi di dimora non concessi a causa di precedenti penali. Negli ultimi giorni il Tribunale federale ha dato una volta ragione e una torto alle autorità cantonali. Ecco le due storie

LOSANNA - Non basta essere sposati con una cittadina elvetica e avere una figlia con il passaporto rossocrociato per continuare a vivere in Ticino. Talvolta i precedenti penali pesano più degli affetti sulla bilancia della Giustizia. È il caso di un cittadino italiano di 39 anni che negli scorsi giorni si è visto confermare dal Tribunale federale il rifiuto del permesso di dimora UE/AELS e dovrà lasciare il Paese.

Più che le ripetute infrazioni alla guida, determinante è risultata essere la condanna a 24 mesi pronunciata nell’ottobre 2015 dalla Corte delle assise criminali per infrazione aggravata alla Legge sugli stupefacenti. Nel suo ricorso a Losanna il 39enne ha richiamato gli articoli che  tutelano la vita privata e familiare (art. 8 della Corte europea dei Diritti dell’Uomo e art.13 della Costituzione), ma per i giudici il Consiglio di Stato prima, e il Tribunale amministrativo in seguito, hanno correttamente valutato che l’uomo rappresenta «una minaccia grave ed effettiva per l’ordine pubblico svizzero». 

Ai legami familiari, secondo il Tf, «vanno contrapposti i gravi reati di cui egli si è reso colpevole, in particolare le infrazioni alla LStup, perpetrate sull'arco di più anni e che hanno messo in pericolo la salute di un gran numero di persone». Nella sentenza i giudici abbozzano anche un suggerimento: «Stabilendosi nella fascia di confine (in particolare nel paese dove è nato e cresciuto), a pochi chilometri dal domicilio coniugale, l'insorgente potrebbe mantenere sia il rapporto con la figlia e la moglie, sia le eventuali altre relazioni sociali instaurate durante il soggiorno nel Cantone Ticino».

Sempre negli scorsi giorni il Tf ha invece accolto il ricorso di un cittadino olandese di 45 anni che si era visto revocare dal Cantone il permesso di dimora a causa di due vecchie condanne, rispettivamente di 20 e 12 mesi, emesse nel 2005 e 2007 da tribunali dei Paesi Bassi per infrazione alla legge sulle droghe. Da notare che l'olandese nella pratica per ottenere il permesso aveva negato di avere dei precedenti penali.

Ciò malgrado, Losanna ha reputato decisivo il fatto che non sia stata fatta sufficientemente luce sui due precedenti penali, limitandosi a un generico “traffico di droga”. Nemmeno i due reati più recenti per guida in forte stato di ebrietà (risalenti al 2013 e 2014) permettono, secondo il Tf, di concludere che l’uomo costituisca una concreta minaccia per l’ordine pubblico svizzero. Da qui la decisione di rinviare il caso al Tram per un nuovo giudizio.

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