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23.10.2019 - 17:450

Mensa obbligatoria negli asili, il tamtam diventa mediatico

L’Aripe, associazione che critica l’impostazione ticinese, si sta muovendo con una serie di articoli sulle testate d’oltralpe per segnalare «in negativo l’unicum del nostro cantone».  

TESSERETE - Il caso era esploso ad inizio anno quando oltre trecento maestre d’asilo, con una lettera al Governo, avevano puntato il dito contro l’obbligo di far mangiare alla mensa i bimbi dai 4 anni in su. Ma prima ancora era stato un genitore su Tio/20Minuti a criticare l’impostazione ticinese e la battaglia era stata rilanciata attraverso l'Aripe, Associazione per il rispetto di un’infanzia pedagogicamente equa che aveva mosso critiche contro le «7 ore giornaliere consecutive senza alcuna possibilità di una pausa pranzo con gli affetti familiari».

La novità è che ora la stessa Aripe, attraverso il suo presidente Enrico Ferrari, ha iniziato un’azione martellante sui media d’oltralpe per «far parlare dell’unicum ticinese». 

La Luzerner Zeitung, e tutte le altre testate dello stesso gruppo, hanno pubblicato oggi un articolo in cui Ferrari parla come alfiere della resistenza in Ticino verso questa impostazione voluta da HarmoS. Altri quindici cantoni, ricorda il presidente dell’Aripe, aderiscono al concordato, ma aggiunge che «nel canton Zurigo vi sono sempre più famiglie che chiedono (e pare ottengano) di poter tenere a casa i bambini di 4 anni in quanto è per loro prematuro doverli mandare all’asilo 5 mattine alla settimana... ebbene sì, in tutto il resto della Svizzera nessuno viene obbligato a mangiare in mensa né ad andare all’asilo il pomeriggio a soli 4 anni». E aggiunge: «Ventisette media d’oltralpe oggi hanno parlato (male) del Ticino», annunciando un prossimo articolo sulla Tages-Anzeiger.

«In Ticino il Governo ha fatto muro, oltralpe invece la reazione, quando ne parlo, è di incredulità. L’ho verificato con i funzionari dei vari cantoni dove l'obbligo delle 7 ore consecutive non esiste» conclude Ferrari. 

Commenti
 
ni_na 3 sett fa su tio
Come al solito, se qualcuno alza la testa, il lettore medio di tio deve dargli addosso. Sareste un campione interessante per una qualche ricerca sociologica :-) Comunque, mi pare chiaro che qui nessuno parla di abolire la mensa, si sta contestando l’obbligo. Un bambino di quell’età non può rimanere ostaggio dell’asilo per colpa dello stato per tutte quelle ore. 4 anni,... Mi sento male per tutti quei genitori e quei bambini che vivono male l’obbligo e non hanno scelta.
JoZ 3 sett fa su tio
Mi sembra di rileggere certe rivendicazioni di inizio anni 80...
albertolupo 3 sett fa su tio
e chi lavora lontano dal luogo di abitazione e non rientra per il pranzo? reclamerà che come minimo due volte la settimana qualcuno gli deve portare il pargolo presso il ristorante dove va a mangiare?
albertolupo 3 sett fa su tio
e chi lavora lontano dal luogo di abitazione e non rientra per il pranzo? reclamerà che come minimo due volte qualcuno gli deve portare il pargolo presso il ristorante dove va a mangiare?
albertolupo 3 sett fa su tio
Mi sembra di ricordare che il Ticino era considerato all’avanguardia in Svizzera (fatto rarissimo) proprio perché da anni ha la scuola materna, mentre in altri cantoni non esisteva nemmeno.
Mediapress 3 sett fa su tio
Ben vengano le mense, ma non obbligatorie!
Ribelle 3 sett fa su tio
Siamo l’unico Cantone svizzero (e probabilmente l’unico Paese al mondo) in cui i bambini, dall’età di quattro (quattro!), anni sono obbligati dallo Stato ad andare all’asilo per sette ore al giorno e ai quali è proibito (sempre dallo Stato) pranzare con la propria famiglia. Lo Stato non concede nemmeno la possibilità di adeguare la frequenza in base all’età evolutiva del bambino, tiene conto unicamente dell’età anagrafica. Nessuno sta chiedendo l’abolizione della mensa o della scuola dell’infanzia. Questi genitori chiedono semplicemente di poter scegliere se far pranzare il bambino in famiglia, assieme ai genitori e eventuali fratelli di scuola elementare e media, o alla mensa dell’asilo. Ho l'impressione che la libertà di scelta e di autodeterminazione dia sempre più fastidio e la cosa, a mio modo di vedere, è preoccupante.
Polifemo 4 sett fa su tio
Cari genitori (anche io lo sono), non offendetevi ma è vergognoso il vostro atteggiamento da barricata. Si sono fatte carte false per ottenere le mense ed ora voi le mettete alla berlina. I bambini e le bambine ospiti delle scuole materne non sono vessati oppure oppressi. Non vengono fatti lavorare o soffrire. Anzi ai bambini ed alle bambine di quell’età fa bene avere interazioni con altri bambini e bambine e dover imparare a seguire determinate regole e ritmi. Imparano giocando, mangiano insieme, riordinano insieme, giocano... Potete sempre andare in svizzera interna... No?
comp61 4 sett fa su tio
il problema è proprio questo: le mamme chioccia. Magari cosi facendo riduciamo pure lo smog
pontsort 4 sett fa su tio
Queta é gente che considera l'asilo un posto dove posteggiare i bambini à la carte.
marco17 4 sett fa su tio
Concordo pienamente con te: c'è qualcosa che puzza in questa levata di scudi di un genitore che si identifica con una misteriosa associazione. Si sono reclamate le mense per consentire ai genitori che lavorano di potersi organizzare. Detto questo, una certa flessibilità non farebbe male.
RV50 4 sett fa su tio
Se non ci sono le mense ci si lamenta che le mamme non possono lavorare .... se ci sono non va bene perché i bambini devono mangiare con i genitori.... allora tagliamo le mense scolastiche e ognuno si gestisce come vuole ma poi non lamentatevi se quando nevica o piove dovete andare a prendere i vostri figli ... chi rimane a pranzo si assuma le spese ... c'é qualcosa che vi va bene?
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